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Settant’anni di storia, sviluppo e visione. Il Consorzio BIM della provincia di Teramo celebra un traguardo importante, guardando al passato ma anche al futuro di un territorio che, grazie a quella intuizione, ha costruito opportunità economiche e sociali. A raccontarne il valore è il presidente Marco Di Nicola, che ricorda le origini del Consorzio, nato il 12 aprile 1956 con decreto prefettizio dall’unione di 17 comuni delle valli del Vomano e del Tordino. “Una scelta lungimirante – sottolinea – perché ha permesso di valorizzare le risorse del territorio, in particolare i proventi derivanti dallo sfruttamento delle acque per la produzione idroelettrica”. Proprio grazie alla normativa nazionale del 1953, infatti, i gestori delle centrali idroelettriche sono tenuti a riconoscere compensazioni economiche ai territori interessati. Un meccanismo che, nel tempo, ha generato ricadute importanti per lo sviluppo locale. Il percorso del Consorzio, però, non è stato immediato. Dopo la nascita, l’attività operativa si è consolidata soprattutto tra gli anni ’70 e ’80, quando sono stati definiti gli accordi con i gestori degli impianti. Il primo presidente fu il senatore Pietro De Domenicis, figura centrale nella fase iniziale. Oggi il BIM riunisce 26 comuni e si prepara a festeggiare questo anniversario con una serie di eventi. Il momento principale sarà il 6 giugno in Piazza Sant’Anna, dove è previsto un appuntamento istituzionale con i sindaci del territorio, insieme a un percorso dedicato alla storia del Consorzio e ai protagonisti che ne hanno segnato il cammino. Nel corso della serata verrà presentata anche una pubblicazione fotografica realizzata da Giancarlo Malandra, un viaggio per immagini dalle sorgenti montane fino alla costa, a testimonianza del legame profondo tra acqua, territorio e comunità. A chiudere la celebrazione, uno spazio dedicato alla musica con il concerto di Simona Molinari, per unire memoria e festa in un’unica grande occasione condivisa. Un anniversario che non è solo celebrazione, ma anche conferma di una visione che, a distanza di settant’anni, continua a produrre effetti concreti per il territorio teramano.

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