
E niente: due giorni fa, nella nostra rubrica "Il Teramese n.277 " (rivedila qui) abbiamo ospitato la foto di due mattoni, con un titolo "a regola d'arte". Non sapevamo che, in realtà, dietro, anzi: sotto quei mattoni c'è una storia. Che raccona di altri mattoni e di una signora teramana esasperata, ma risolutiva.
È lei che ci scrive:
Sono io, la persona che ha posizionato due mattoni nella buca davanti via Giannina Milli 50. Non si tratta di incuria o improvvisazione, ma di un gesto dettato dalla necessità e dalla sicurezza. Da mesi segnalo il progressivo distacco dei sampietrini proprio davanti al mio portone, chiedendo almeno un intervento tampone con asfalto per fermare il degrado. Purtroppo, finora senza esito. La situazione è diventata anche pericolosa: qualche tempo fa, al passaggio di un’auto, un sampietrino è stato scagliato e mi ha colpito alla caviglia. Di fronte all’inerzia e al rischio di ulteriori distacchi — con potenziali danni alle persone, ai veicoli e perfino ai vetri dell’ingresso dei negozi, ho deciso di intervenire temporaneamente. Nelle vicinanze c’è un cantiere, con alcuni mattoncini abbandonati sulla strada: ne ho presi due e li ho inseriti nella buca, in modo che le ruote delle auto evitassero quel punto e non si allargasse la voragine. Ho visto e sistemato anche un altro punto critico a ridosso del mio muro. La strada, ormai, è un colabrodo. E con i numerosi cantieri in zona e l’imminente avvio dei lavori alla Savini, il traffico pesante continua a transitare nonostante i divieti. Sono figlia di un muratore: davanti a una buca che si allarga e a un pericolo concreto, ho fatto ciò che potevo per contenere il problema in attesa di un intervento vero. Ma non è compito dei cittadini mettere toppe. Chiedo, ancora una volta, che chi di dovere intervenga al più presto per ripristinare la pavimentazione e mettere in sicurezza l’area.
È tutto molto bello.

