
Che cosa sanno i giovani della città in cui sono cresciuti i loro padri e i loro nonni? È una domanda che ritorna ciclicamente, come un’eco che attraversa le generazioni. All’inizio degli anni ’90 se lo chiedeva già Clem Cimini nella sua trasmissione Era Teramo, in onda su Verde TV. In quel servizio, un’inviata fermava per strada i ragazzi di allora e chiedeva loro quanto conoscessero la Teramo di chi li aveva preceduti. Le risposte, riascoltate oggi, fanno sorridere ma anche riflettere: frammentarie, incerte, spesso lontane dalla memoria profonda della città. Rivediamo oggi quelle immagini e risentiamo quelle voci. Quei giovani non sono più giovani, forse qualcuno si riconoscerà, forse ritroverà in quelle parole un pezzo di sé. Allora ne sapevano poco della città dei loro nonni, di una Teramo fatta di abitudini, luoghi e storie che già iniziavano a scolorire. E intanto scorrono nel video scorci della città com’era, strade, piazze, angoli che il tempo ha trasformato o cancellato. E viene spontaneo chiedersi: cosa saprebbero rispondere i giovani di oggi? Quanto conoscono la Teramo in cui vivevano i loro genitori, quella che oggi sopravvive nelle fotografie, nei racconti, nei ricordi? Forse non molto, forse abbastanza, o forse in modo diverso. Perché ogni generazione guarda la città con occhi nuovi, ma senza memoria rischia di perdere il senso del proprio cammino. Questo video è un piccolo invito a fermarsi, a ricordare, e a riconoscere che una città non è solo ciò che appare oggi, ma anche tutto ciò che è stata.
Elso Simone Serpentini

