Quando il calcio incontra il Principe: l’estetica tattica di Romano Mattè -
Il 15 gennaio 1990, negli studi di Verde Tv, si consumò un momento di televisione sportiva che superò i confini della semplice cronaca calcistica. Ospite della mia trasmissione era Romano Mattè, l’allenatore che molti definivano il "filosofo", non per una posa intellettuale, ma per l'effettiva profondità del suo pensiero applicato al rettangolo verde. Il confronto si accese quando Fernando Colangelo, figura storica del calcio teramano prima come calciatore e poi come tecnico, incalzò Mattè con domande precise sulla gestione tattica della squadra. La risposta di Mattè non si limitò a schemi o numeri, ma scelse una via alta e colta: citò Niccolò Machiavelli. Nel richiamare l'autore de Il Principe, Mattè intendeva probabilmente sottolineare come l'arte del comando e l'efficacia dell'azione (anche sportiva) richiedano non solo forza, ma anche astuzia, adattamento e una profonda conoscenza della natura umana. Quella sera, il calcio di Teramo non fu solo una questione di pallone, ma una lezione di strategia e filosofia politica applicata allo sport.
ELSO SIMONE SERPENTINI

