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Il video, tratto dall'archivio storico dell'emittente Teleponte e datato martedì 22 aprile 1986, documenta un significativo incontro dibattito tenutosi a Teramo dal titolo "Calcio, scuola e sponsor". Il servizio offre uno spaccato interessante su come, a metà degli anni Ottanta, il sistema educativo e quello industriale iniziassero a dialogare attraverso la pratica sportiva, cercando un equilibrio tra fini commerciali e scopi pedagogici. Il primo intervento è affidato a Consonni, direttore marketing della Coca-Cola, il quale chiarisce innanzitutto l'etimologia latina del termine sponsor, definendolo come colui che aiuta qualcuno a compiere un'azione. Consonni sottolinea che l'impegno dell'azienda non è rivolto esclusivamente alla visibilità del marchio, ma si concentra sul sostegno a discipline come il calcio e i Giochi della Gioventù per favorire l'aggregazione dei ragazzi e mantenere un rapporto diretto con le famiglie e gli insegnanti su tutto il territorio nazionale. Successivamente prende la parola il Provveditore agli Studi di Teramo, il quale analizza il valore formativo dello sport come una necessaria simbiosi tra l'attività dello spirito e quella del corpo. Egli indica nel calcio lo strumento principale per sviluppare il senso di socialità, poiché la natura del gioco di squadra obbliga i giovani a legarsi spiritualmente per collaborare al raggiungimento di un obiettivo comune. Riguardo alla presenza dei privati nelle scuole, il Provveditore afferma di non essere scandalizzato dalle sponsorizzazioni, a patto che siano gestite con coscienza e con le opportune cautele metodologiche da parte delle istituzioni riceventi. L'ultima parte del filmato è dedicata alle dichiarazioni di Sandro D'Agostini, all'epoca vicepresidente nazionale dell'AIA. D'Agostini spiega che l'apporto economico degli sponsor è ormai diventato un'utilità indispensabile per il mondo del calcio, ma precisa che l'Associazione Italiana Arbitri sta studiando soluzioni per indirizzare tali finanziamenti verso il settore collettivo, come raduni o pubblicazioni specializzate, evitando sponsorizzazioni individuali che potrebbero minare l'imparzialità dei direttori di gara. Interpellato infine sulle ombre del calcioscommesse che agitavano la cronaca sportiva di quel periodo, egli preferisce rimettersi al giudizio dei magistrati, rivendicando però con forza l'altezza morale e la preparazione professionale della classe arbitrale italiana e, in modo particolare, della meravigliosa sezione di Teramo.
ELSO SIMONE SERPENTINI