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dibonaventuradalonzo

È di stamattina l’annuncio del Presidente della Provincia di Teramo circa la volontà di realizzare una bretella di collegamento veloce tra l’uscita dell’A24 a Colledara e i Prati di Tivo.

Interviene al riguardo il Sindaco del Comune di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, da sempre fautore del rilancio delle Aree Interne “I territori montani da troppo tempo pagano le conseguenze di una scarsa attenzione da parte delle Istituzioni e di una evidente marginalizzazione, aggravata dalle difficoltà scaturenti dagli accadimenti di questi ultimi anni.

«Necessitano misure mirate innanzitutto al ripristino della viabilità e alla sicurezza della stessa, compromessa, su più tratti, dal dissesto idrogeologico e più volte segnalate alle autorità competenti, ma con scarsi risultati. Urgono visioni e strategie volte alla crescita dell’intero Comprensorio Montano, già tanto “depauperato” dalle numerose questioni in essere (sisma, neve, spopolamento, ecc.), oltre alla “disattenzione politica”, di cui l’utopia avanzata dalla Provincia ne è l’ennesima dimostrazione.

In montagna si vive se ci sono strade percorribili, contesti ambientali messi in sicurezza e migliori servizi, non con piste autostradali!

Bisognerebbe pensare forse a questioni ben più importanti, quali: lo spopolamento, le scuole, la sanità (a tal proposito: una giusta ubicazione del nuovo presidio ospedaliero sarebbe proprio il sito di Villa Tordinia, che darebbe respiro alle Aree Interne, a partire dal centro di riferimento di Montorio al Vomano), la ricostruzione di cui tanto si parla e nulla si fa (anche da parte della Provincia stessa), la creazione di nuovi posti di lavoro, la garanzia dei servizi essenziali e la realizzazione di politiche di inclusione capaci di abbattere i costi e le conseguenze dannose dell’abbandono di territori che, nonostante le difficoltà, hanno ancora molto da offrire in termini, soprattutto, di qualità della vita.

Ben vengano iniziative rivolte ai territori montani, ma che siano concrete e di beneficio per tutti, non solo finalizzate alla creazione di opportunità di guadagno per pochi, con costi impensabili sia di realizzazione che di mantenimento.

Occorre pensare alla montagna con una visione di servizi alla popolazione, ovvero alle (seppur poche) persone: donne, uomini e bambini che hanno scelto di investire in questi territori e che meritano di essere tutelati, assistiti e serviti, loro per primi, al pari di chi vive nei grandi centri urbani.

I costi di questo progetto utopistico sono elevatissimi. Altre proposte, ben più facili da realizzare e di beneficio concreto per le Aree Interne, potrebbero essere valutate, capaci di abbracciare i territori che vanno da Tossicia fino a Campotosto (già in progettazione dalla Mo.Te.).

Non si può intervenire su un territorio già fragile dal punto di vista socio-economico, con slogan che hanno il sapore della presa in giro, su idee vecchie e non più adeguate al momento che si sta vivendo, oltretutto senza la condivisione o la concertazione iniziale con i territori interessati.

Se questo è, di che “Casa dei Comuni” parliamo?

Ciò che si chiede, insomma, è una visione politica di qualità e fattibilità, che possa garantire la vivibilità dell’intero Comprensorio Montano.”

 

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