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GianguiruzzoChiede, a nome dei colleghi sindaci che non hanno votato il bilancio 2020 della Ruzzo Reti, un significativo "piano di risanamento" il primo cittadino di Teramo, Gianguido D'Alberto, nell'annunciata conferenza stampa dopo l'approvazione del documento finanziario della società acquedottistica della presidente Alessia Cognitti. "Chiediamo un piano di risanamento", ha ribadito a chiare lettere il sindaco accanto al collega Sabatino Di Girolamo per Roseto, Rinaldo Seca per Castelli e non solo. D'Alberto ricorda "i tanti anni di criticità inascoltati" ma ora dice basta e si rivolge alla comunità: "Non è il bilancio il problema, che è solo un rito formale e che legittimamente può essere votato. Il vero problema del Ruzzo è la gestione societaria. Il vero tema è rivolgersi ai cittadini che stanno pagando con tariffe che sono aumentate esponenzialmente. Perché c'è questo incremento tariffario?". E incalza sui costi fissi: "I due milioni di euro vengono ottenuti all'applicazione di ricavi di anni precedenti. Il dato è questo. Se vogliamo ridurre le tariffe bisogna incidere sulla gestione, il problema è rappresentato dai costi fissi Consulenza esterne a pioggia, legali tecniche, costi fissi sono esplose negli ultimi due anni. Non vogliamo esternalizzazioni E ancora gli interinali, di cui 12 hanno responsabilità". D'Alberto alza i toni: "Ma che gestione è questa?" Cita "gli aumenti di livelli del personale sfoderati negli ultimi anni" e i "due mutui per cinque milioni di euro per gestire il corrente, ma spostano il debito sul futuro". Poi l'attacco alla governance: "Non ci sembra una gestione virtuosa e non è sceso il debito strutturale. E i crediti? Sono dati veritieri?". In questo contesto arriva la la scelta di "spostare l'attenzione su un vero e proprio piano di risanamento della società che gestisce il bene acqua. La richiesta è rivolta a tutte le forze politiche perché si apra una riflessione nell'interesse dei cittadini" conclude Gianguido D'Alberto.

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