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antonio di berardo sicet teramoL'emergenza coronavirus non discrimina proprio nessuno nella propria drammatica diffusione che alimenta quotidianamente l’espandersi della pandemia. Ad avere grandi problemi ci sono anche gli studenti universitari fuori sede che studiano a Teramo e per quelli degli altri territori. Oltre alla mancata fruizione delle attività studentesche, si aggiunge il problema che diventa sempre più difficile pagare l'affitto. Se autonomi e partite ivache hanno abbassato le serrande, in qualità di negozianti inquilini, avranno un credito d’imposta del 60% per l’affitto dei negozi maturati durante il periodo di blocco, nulla dice il decreto “cura Italia”sugli universitari fuori sede. Sembra che ci si sia dimenticati di questa importante categoria del tessuto sociale. Il 95% degli studenti, prima dei blocchi degli spostamenti, sono tornati a stare con le loro famiglie, hanno lasciato gli appartamenti locati senza poter rispettare i patti contrattuali e quindi, con profondo rammarico, lasciando debiti ai locatori per gli affitti correnti. Il 5% invece, sono rimasti per il fatto che, non sono potuti rientrare. Infatti, tra i tanti problemi che la pandemia sta causando c’è la perdita di posti di lavoro e chiusura dei negozi dei loro genitori con riduzione dei redditi disponibili per onorare i contratti di affitto dei loro figli.Pervengono giornalmente decine di telefonate, sia da parte dei locatori che da parte dei genitori di studenti universitari che chiedono sul come comportarsi. Una simile inimmaginabile situazione di difficoltà dovuta all’estensione del contagio sul territorio nazionale non era prevedibile al momento della stipulazione del contratto. In materia soccorre la normativa generale che prevede in caso di impossibilità sopravvenuta e/o per eccessiva onerosità sopravvenuta di richiedere la risoluzione del contratto. Il consiglio, che come organizzazione ci sentiamo di dare è quello di trovare un accordo tra le parti, che preveda la sospensione del canone ovvero una riduzione limitata al periodo di vigenza dei provvedimenti adottati dal Governo riguardanti l’emergenza sanitaria. Chiediamo nel frattempo al governo nazionale ed a quello regionale di prevedere un intervento finanziario straordinario per sostenere i costi di locazione, per il trimestre (marzo – aprile – maggio),degli studenti universitari fuori sede che, nonostante la chiusura degli Atenei, devono comunque pagare gli affitti dei “loro alloggi”. Si tratta di una fetta fondamentale della popolazione studentesca, visto che uno su tre frequenta l’università lontano dalla propria provincia e/o regione. 

SEGRETARIO REGIONALE

DI BERARDO ANTONIO

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