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Enrico Prandin non sarebbe stato rimosso da amministratore delegato della Teramo Ambiente ma sarebbe andato via perchè scaduto. Lo spiega Andrea Bonifacio delegato da Stefano Gavioli che è la parte privata di Te.Am.
Secondo Bonifacio è scritto a pagina 8 dello statuto depositato alla Camera di Commercio che un amministratore delegato dura in carica tre esercizi e Prandin era arrivato a termine anche se in via Delfico da soli 11 mesi.

Sempre Bonifacio spiega che come scritto al punto 2 dello statuto e riportato al punto 3, la nomina del cda è scaduta.
Il comune dovrà pubblicare il bando, sicuramente lo dovrà fare per un membro del cda: la Forcella.

«Il socio privato ha esercitato ieri, in assemblea, semplicemente il diritto di voto, il sindaco era a conoscenza della volontà di Gavioli, il quale ha deciso di metterci la faccia oltre che averci messo i soldi - evidenzia Bonifacio -  il solco iniziato da Prandin continuerà - dice ancora Bonifacio - 
Gavioli ha manifestato la volontà di seguire per un periodo la Te.Am per avviare il discorso del bando di gara a doppio oggetto e stabilizzare la Te.Am per farla crescere».

Poi continua Bonifacio: «La società ha una bella potenzialità per poter acquisire nuove commesse e quindi crescere, internamente alla Te.Am va coltivato quello che ha fatto Prandin e chiudere le vecchie partite in piedi ai tempi della mia nomina. Posizioni debitorie pregresse importanti».

Per la Te.Am si profila o la gara a doppio oggetto o la società in house. Si vuole anche potenziare l’azienda per confermare i livelli occupazionali. «Non saranno perse le professionalità esistenti mentre va avanti lo svecchiamento dei mezzi per prenderne altri nuovi».

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