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Non ci sarà un dirigente archeologo alla Soprintendenza archeologia dell'Abruzzo di Chieti: è il risultato "della riforma del Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo voluta dal Ministro Franceschini che dopo 76 anni ha deciso che Chieti non meritava più un dirigente a capo dei beni archeologici". A segnalarlo è il segretario della Uil-Bact di Chieti, Giuseppe La Spada. "È quello che risulta dalla circolare numero 9 del 12 gennaio pubblicata sul sito del MIBACT - spiega La Spada - dove a pagina 4 compaiono tutte le Soprintendenze archeologiche per le quali i dirigenti possono fare domanda, meno quella di Chieti. Invece L'Aquila, per dirla alla Razzi, si è fatta una Soprintendenza unica tutta sua, sottraendo territorio e competenze a Chieti e alle altre Soprintendenze aquilane, grazie alle pressioni politiche locali". "Uno scippo vero e proprio - sostiene La Spada - che attribuisce alla Soprintendenza aquilana anche i comuni del cratere delle provincie di Pescara e Teramo. Così Chieti perde il dirigente dell'unico ufficio ministeriale con competenza regionale, dopo le spoliazioni di vari uffici (Banca d'Italia, ospedale militare, caserme militari, università). Da oltre due anni e mezzo manca il dirigente archeologo (l'ultimo è stato Andrea Pessina, ora a Firenze), con notevoli ripercussioni sul personale e sull'attività amministrativa. Se fosse un'omissione voluta significa che la soprintendenza teatina finirebbe ad interim, ovvero declassata e retta da un dirigente nominato a L'Aquila o in Molise". "La soprintendenza archeologica dell'Abruzzo - ricorda il segretario della Uil-Bact - fu istituita nel 1939,il primo dirigente fu Giovanni Annibaldi; quindi fu retta per molti anni da Valerio Cianfarani e poi da Giovanni Scichilone".

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