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Rubrica saltuaria di satira mattutina Non è vero.  Quello che ci hanno mostrato fino ad oggi, ovvero quella sorta di vetratone obliquo che dovrebbe coprire le arcate, non è il vero progetto di copertura del Teatro Romano di Teramo. Il vero progetto è quello che solo noi del team di certagente, l'agguerrita rubrica di certastampa.it, siamo in grado di mostrarvi in esclusiva mondiale. Si tratta del progetto realizzato dal gruppo di ingegneri dello studio Geberit coordinati dal professor Piercamillo Maria Anselmo Pozzi Ginori, che ha voluto recuperare non solo il passato antico delle vestigia romane, ma anche quello meno antico dell'archeologia industriale. Secondo il progetto, infatti, la costruzione di tutta la stuttura portante, in ceramica smaltata resistente e garantita, dovrà essere affidata alla Villeroy & Boch, azienda che tanta storia ha scritto dell'economia aprutina. Il progetto, denominato "Un VASO DI STORIA", prevede poi una copertura in legno levigato, che dovrebbe essere realizzata da una delle più importanti aziende al mondo, specializzata in questo genere di opere, ovvero la Ideal Standard. Si tratta, giova pecisarlo, di una copertura che può essere aperta all'occorrenza, restituendo al teatro la funzione di spazio aperto. Prevista anche, ed è questa davvero una grande novità, la possibilità di inondare, con il sistema giapponese "Scia - ku 1" tutta la platea, per pulirla dopo ogni spettacolo.

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