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Rubrica saltuaria di satira mattutina   LUCIANO IL VICERE’ Questo è l’iconico ritratto di Luciano Caytano Adolfo Rosminio Filograssio Silviospaventio d’Alfonso I, Duca di Lettomanoppello, Signore di Castellammare, Reggente delle terre del Pescara, che fu Viceré dell’Abruzzo Citeriore, Ulteriore (e pure in mezzo), dopo la caduta di Giovanni Dalmazio Paolo Enrico Keynesio de’ Chiodi, Duca d’Interamnia, Signore di Sant’Anna e Reggente delle terre del Vezzola. Ricordato per un eloquio forbito al punto da diventare inarrivabile al volgo, che usava commentare «Non so che dice, ma lo dice benissimo», Luciano I ebbe un personale passione per i ponti, tanto che nella capitale del viceregno ne fece uno storto, uno lungo e cercò di farne anche uno tondo, ma senza riuscirci, perché gli infidi cortigiani, che già avevano accettato un “Ponte del mare” sospeso in cielo, dissero che il popolo non non avrebbero mai accettato un “Ponte del cielo” appoggiato sul mare. Troppa confusione. Lasciò il viceregno decisissimo ad andare a Roma, come ministro del Re o, in subordine, come Papa. Fu costretto, dalla famosa congiura della Lega Lombarda, che prese il potere a Roma, a rivedere i suoi piani e si dedicò, negli anni del suo impegno pubblico, allo studio dei ponti della Capitale, decisissimo a farne almeno una quarantina una volta salito al potere.

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