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Rubrica saltuaria di satira mattutina Branca Branca Branca…. Poman Poman Poman. A noi, sinceramente, Pomante sta simpatico. Perché, in una platea politica dominata da furbetti e furboni, manovratori e capibastone, amici non sinceri e alleati non fedeli, lui è un puro. Nel senso vero della parola. Ha della politica un concetto alto, della Cosa Pubblica un sacro rispetto, della partecipazione popolare un sincero credo, tanto da lanciarsi, da solo, in una crociata per il vero civismo. Ci ricorda Brancaleone, nel senso generoso del darsi, dello spendersi, dell’impegnarsi, ma come il condottiero norcino gli sfugge il rischio delle alleanze. Già nella prima campagna elettorale, che aveva condotto con l’animo arancione, candidandosi a Sindaco, gli era sfuggita l’anima nera di certi suoi sodali che, nascosti nell’ombra della purezza pomantiana, avevano cercato di spacciare per “politica” le loro devianze. Adesso, in vista della nuova campagna elettorale, il buon Branca Poman tuona al microfono di Teleponte contro i “nuovi civici, quelli folgorati sulla via di Damasco del civismo”, dopo un passato da politici politicanti, e annuncia fiero: “Noi di Abruzzo Civico andiamo per la nostra strada, senza guardare a destra né a sinistra”…. dimenticando di avere quale leader quel Sottanelli, che la via mediana della politica l’ha interpretata a modo suo, governando con la Sinistra e candidandosi con la Destra, sperando in un seggio in quel Senato che pochi mesi prima voleva abolire. Pomante lo sa, ma sa anche che il fine giustifica o mezzi e se lo scopo è una Teramo civica, si deve andare alla crociata con chiunque si aggreghi all’armata. Come dire: “Lungo è il cammino, ma grande è la meta… vade retro brucchian, vade retro brucchian”

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