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finanzaÈ per la morte di un 50enne di Atri sottoposto ad un intervento per l’impianto di una valvola cardiaca da 95mila euro, probabilmente non necessaria per la patologia, che nell’inchiesta della Finanza che ha portato all’arresto di medici e fornitori a Chieti, compare anche l’accusa di omicidio.
Oltre a quello di Gabriele Di Giammarco, il primario già coinvolto in un’inchiesta su false presenze in ateneo, i nomi finiti nell’inchiesta sulla sono quelli degli imprenditori Maurizio Mosca e Antonio Pellecchia e un dipendente di quest’ultimo, Andrea Mancini.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche il dottor Tomaso Bottio e il dottor Daniele Marinelli, sospesi per un anno dalla professione sul registro degli Indagati anche l'attuale direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti Giulietta Capocasa, all'epoca dei fatti direttore generale facente funzioni. Secondo i magistrati, che hanno a lungo intercettato anche tutti i coinvolti, il sistema favoriva l’eccessivo uso dispositivi medici al solo scopo di favorirne l’acquisto e gonfiare i fatturati dei fornitori, che poi si sdebitavano con regalo costosi, quali pregiati arredamenti o viaggi a Cuba.

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