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La proposta shock di riaprire i campi di sterminio di Auschwitz, corredata da una foto del cancello del lager nazista, postata su Facebook da Lanfranco Lancione, comunista teramano da anni impegnato nel volontariato, ma non iscritto ad alcun partito, era "solo una provocazione". A spiegarlo è lo stesso protagonista della vicenda in un post di scuse dove chiarisce la sua posizione dopo il vespaio di polemiche che ha scatenato. "Nelle ore che hanno preceduto questa mia dichiarazione - ha sottolineato - ho ricevuto tanti messaggi, qualcuno dai toni molto forti e offensivi altri invece dal tono più pacato tutti mi hanno fatto capire che la mia azione, seppure involontaria, ha offeso la sensibilità di chi vive sulla propria pelle il problema dell'antisemitismo". Lancione, che ha un'impresa di onoranze funebri, è presidente dell'associazione Social-Cuba ed è stato in passato, dal 1994 al 1999, consigliere comunale eletto con il Prc al Comune di Teramo. "Sono comunista da quando ero ragazzino - ha spiegato - e da sempre mi sono battuto per la difesa dei più deboli e per l'affermazione della libertà individuale e del diritto degli stati ad autodeterminarsi. Da sempre ho condannato gli atti di violenza di qualunque tipo soprattutto quella legata all'appartenenza politica e religiosa". "Mi rendo conto soltanto ora che effettivamente la pubblicazione di quella immagine a della frase che l'accompagnava è estremamente forte e sicuramente sbagliata, ma ripeto era solo una provocazione", ha concluso.

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