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Non c'è più nessuno da cercare tra i resti dei due Tornado scontratisi in volo ed esplosi nei cieli ascolani il 19 agosto. Ieri pomeriggio, nella stessa area, era stato recuperato il suo casco. Oggi è stato ritrovato il suo corpo. Il quarto e ultimo del bilancio delle vittime di questa tragedia. I resti del quarto corpo sono quelli di Mariangela Valentini, prima donna pilota di un caccia dell'Aeronautica militare, in forza al 6/o Stormo di stanza a Ghedi (a Brescia), come gli altri suoi tre colleghi morti nel disastro: il capitano navigatore Piero Paolo Franzese, che volava insieme a lei, e i cui resti sono stati ritrovati ieri sempre a Poggio Anzù, e il capitano pilota Alessandro Dotto e il navigatore Giuseppe Palminteri, recuperati un'altra zona boschiva il 20 agosto, il giorno successivo all'incidente. . Il corpo di Mariangela Valentini si trova sotto la cabina di pilotaggio del Tornado, dal quale evidentemente non ha fatto in tempo a lanciarsi prima dell'impatto con il terreno. Per l'identificazione ufficiale dei quattro piloti, tutti giovani fra i 31 e i 35 anni, sarà però necessario attendere l'esame del Dna, affidato dalla procura ascolana al medico legale Adriano Tagliabracci, che si avvarrà di un consulente dell'Aeronautica. I primi prelievi dovrebbero svolgersi lunedì, e solo successivamente i corpi verranno restituiti alle famiglie per i funerali. Intanto l'area in cui i soccorritori hanno ritrovato il corpo del pilota Mariangela Valentini, nei boschi di Poggio Anzù di Venarotta (Ascoli Piceno), è stata transennata e messa in sicurezza in attesa dell'arrivo da Roma degli artificieri del 17/o Stormo incursori dell'Aeronautica militare di Furbara. Attesi per questo pomeriggio, dovranno disinnescare le cariche di eiezione del seggiolino di Mariangela, che potrebbero ancora esplodere. L'operazione, si apprende presso l'Aeronautica, sarà piuttosto lunga e complessa: soltanto al termine le spoglie del pilota potranno essere riportate a valle, e composte nell'obitorio di Ascoli, accanto a quelle dei suoi tre compagni morti. Sul fronte investigativo, proseguono a pieno ritmo anche oggi le perlustrazioni dei boschi sopra i quali i due Tornado si sono scontrati. Si cerca ancora la seconda 'scatola nera', quella del velivolo di Mariangela Valentini. Insieme al primo flight data recorder, già in mano degli investigatori, dovrebbe aiutare a ricostruire le cause di un incidente al momento ancora inspiegabile. Ieri una fonte qualificata dell'Aeronautica ha confermato che i due Tornado stavano svolgendo "due missioni addestrative separate ed erano impegnati in task diversi. Si stavano recando in un punto in cui avrebbero dovuto svolgere separatamente i compiti loro assegnati, che non comprendevano pratiche di combattimento simulato". Ma sopratutto, quei due Tornado non avrebbero dovuto trovarsi ''lì insieme nello stesso momento''. E allora perchè sono arrivati addirittura a scontrarsi? A cercare queste ed altre risposte sono le tre inchieste aperte sul disastro aereo: una della procura di Ascoli, che procede per omicidio colposo e disastro aereo colposo, una della procura militare di Verona, e la terza dell'Aeronautica.   MARIANGELA VALENTINI

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