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Niente concordato preventivo per Teramo Lavoro. Deve pagare tutti e subito i suoi debiti. Al pari di come sarebbe chiamato a fare un ente pubblico. In questo caso, la Provincia. In caso contrario, come per qualsiasi ente pubblico affatto in grado di saldare i debiti, la strada unica è il dissesto finanziario. Ed essendo la Provincia socio unico di Teramo Lavoro dovrà pagare i debiti. E' stata dichiarata inammissibile la richiesta protocollata in Tribunale lo scorso 14 ottobre per chiedere la procedura del concordato “in bianco” per la società in house della Provincia di Teramo. I giudici hanno impiegato solo 6 giorni per valutare l'istanza a firma del liquidatore Gabriele Recchiuti: decisamente meno del previsto, ossia tra i 4 e i 6 mesi. La Teramo Lavoro, nelle 27 pagine di sentenza, viene di fatto equiparata ad un ente pubblico, ad un “settore” della Provincia. In presenza di debiti verso gli ex lavoratori, deve dunque procedere al pagamento immediato. Da qui l'appello del liquidatore Recchiuti a “creditori e Provincia”, e ai rispettivi legali, a sedersi attorno ad un tavolo, mettersi “ a colloquio e soprassedere dalle azioni nei confronti della società e a condividere un percorso comune per la soluzione delle questioni oggi ancora aperte”. Ma la sentenza d'inammissibilità al concordato preventivo, che conferma quanto sempre sostenuto all'atto della costituzione della società, ossia la natura pubblica assimilabile ad un ulteriore settore-ufficio interno alla Provincia di Teramo, potrebbe avere adesso delle conseguenze interpretative sulle vicende penali in corso, a cominciare dalla presunta “dichiarazione infedele per evadere l'Iva” reato per cui sono stati citati a giudizio sia Gabriele Recchiuti sia l'ex amministratore unico Venanzio Cretarola. Teramo Lavoro deve pagare i suoi debiti. La Provincia, socio unico della stessa, deve farlo. Niente concordato preventivo, niente procedure di fallimento o altro. Assimilata ad un ente pubblico a tutti gli effetti, Teramo Lavoro non ha alternative: “Il danno al patrimonio della società in house costituisce danno erariale” secondo la Cassazione. Lo si legge nel decreto di inammissibilità a firma dei giudici Giansaverio Cappa e Giovanni Cirillo, datato 20 ottobre, con cui si chiarisce che “Teramo Lavoro ha sempre operato nell'interesse e a vantaggio esclusivo della collettività provinciale”. Provincia

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