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Si è spento oggi Italo Rodomonti, 88enne artista teramano. Domani alle 15 a San Berardo il rito funebre. Dalla presentazione di Romolo Bosi: "Era il maggiore esponente della Space Art in Italia, ha costruito negli anni della sua lunga carriera artistica un percorso coerente e formalmente ineccepibile intorno ad una passione e ad un’avventura: la rappresentazione dello spazio cosmico e la sua declinazione fondata sulla cultura artistica della contemporaneità. E’ già stato detto come la Space Art si muova su un crinale assai pericoloso, spesso incerto tra figurazione ed illustrazione. Mantenersi su questo crinale in un equilibrio che non sia solo arzigogolo intellettuale o peggio ancora furbesca contaminazione è stata la sfida costante con la quale Rodomonti si è sempre misurato raggiungendo risultati unitari artisticamente validi senza rinunciare al suo amore fondamentale: lo spazio infinito dell’universo. Sappiamo che da sempre il problema della rappresentazione dello spazio è stato al centro delle ricerche degli artisti, i quali spesso con le loro intuizioni e le loro espressioni figurative hanno seguito se non anticipato la speculazioni dei filosofi e le scoperte degli scienziati. L’omegeneità dello spazio prospettico rinascimentale, lo spaziotempo dell’avventura cubista, microcosmo e macrocosmo di tanta arte contemporanea. L’artista teramano, ha condotto sempre la sua ricerca non ignorando questo retroterra culturale, affrontando in maniera originale il felice connubio tra arte e scienza. Potrebbero dimostrarlo ad abundantiam non solo i suoi rapporti con astrofisici ed osservatori astronomici italiani e stranieri, oppure quello che costutuisce non solo per Rodomonti ma per la città di Teramo e per l’Italia un vero cimelio storico: la lettera di Werner Von Braun indirizzata all’artista con i complimenti per la sua arte, ma soprattutto un lavoro costante, al limite della cocciutagine e dello straniamento, per l’ostinato attaccamento ad una tematica senza senza mai scadere nella ripetitività, anzi scandagliando continuamente l’argomento sempre con nuove ricerche, con la sperimentazione di nuovi materiali. E’ stato quindi naturale, direi ineludibile, per Rodomonti approdare, alla scultura e alla tridimensionalità per far librare nello spazio traettorie, corpi celesti, arcaismi cosmologici, sempre con un occhio rivolto a ciò che accade nel mondo dell’arte e della sperimentazione artistica".