Un errore diagnostico legato a uno scambio di vetrini ha gettato un uomo e sua moglie nella disperazione, spingendoli a ricorrere alle cure di uno psichiatra. Per quell’episodio, avvenuto alla vigilia di Natale del 2022 all’ospedale di Atri, la Asl di Teramo ha liquidato un risarcimento di 17 mila euro alla coppia. Ora però la vicenda approda davanti alla Corte dei Conti: come racconta il Messagero la dirigente medica 42enne in servizio presso l’unità di Anatomia patologica, è finita sotto processo per presunto danno erariale. Secondo la Procura contabile dell’Aquila, che chiede la condanna a un risarcimento complessivo di 25 mila euro (17 mila già liquidati più 7 mila come danno da disservizio), la dottoressa avrebbe gestito in maniera superficiale la comunicazione dell’errore. Il paziente, convinto di avere un tumore alla prostata, aveva iniziato un percorso di accertamenti tra Roma e Bologna, mentre lui e la moglie venivano trattati con farmaci per gravi disturbi d’ansia e adattamento. Solo un mese e mezzo più tardi arrivò la telefonata del primario di Atri: si era trattato di un referto sbagliato, generato da un malfunzionamento informatico. Un errore che ha lasciato strascichi psicologici permanenti.