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IMG_6198.jpgPochi, immaginiamo, ricorderanno "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno”, tre buffi personaggi, protagonisti di una serie di racconti secenteschi. Li accomunava una certa semplicità d’animo, una disinvolte rozzezza nei modi e la costante ricerca di mettere in difficoltà la corte dei potenti. Non so perché, nell’aula semivuota del Consiglio Comunale di Teramo, nella paradossale atmosfera che avvolgeva i banchi totalmente vuoti della Maggioranza, c’è venuto in mente proprio quel terzetto, evocando il quale c’è venuto fin troppo facile identificare un parinumero politico teramano: Raiolo. Bartolino e Cacasenno, personaggi rubati ad una farsa malriuscita, ad un tentativo di Commedia dell’Arte a canovaccio imposto, senza accenni di libertà. Il primo, l’avrete intuito, è il giovin consigliere di “Alleanza Verdi Sinistra” Michele Raiola, che mentre la politica teramana affronta un’evidente guerra intestina di Maggioranza, si decontestualizza per organizzare una conferenza stampa sul Carcere di Castrogno, con un onorevole che parlava a tratti da una televisione con singhiozzi di connessione e senza alcuna reale “notizia” da comunicare.
Bartolino, ovviamente è l’aspirante assessore dangioliano, che a detta di molti sarebbe l’ispiratore stesso della mancata presentazione di ieri, ritenendosi a credito di un assessorato, Bartolino, è lo stesso consigliere che, in una nota, aveva annunciato la presenza in Consiglio sua e degli altri due consiglieri di In Comue per Te, salvo poi folgorarsi su viale Crispi e adeguarsi al volere della Maggioranza. Cacasenno è il consigliere Falasca, che tuona contro i silenzi dell’assessore Filipponi e, di fatto, da il via alla due giorni di consigli saltati, ma poi non si peesenta Insomma, come avrete capito, siamo alla viglia degli ultimi giorni di Pompei, con una maggioranza sfaldata e disunita, che ha ritrovato in un’assenza il suo atto di maggiore presenza, e che si arrovella tra preavvisi di rimpasto e malcelate ambizioni dei singoli, con una compattezza di facciata che in realtà è solo uno specchio ad uso e consumo della città gianguidizzata, perché nelle segrete stanze siamo già al confronto anche aspro, alla critica espressa, alle antipatie manifeste. «Preferisco andarmene al mare» scrive Lancione sulla chat della Maggioranza… pochi minuti più tardi, alla “chiama” della segretaria non c’era neanche un consigliere gianguidico presente. Stasera c’è Vincenzo Olivieri alle 21, ma lo spettacolo comico è cominciato molto prima…