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SALDIPrendono il via oggi in Abruzzo i saldi invernali, accompagnati da aspettative elevate ma anche dalla consapevolezza di trovarsi di fronte a un’occasione solo parzialmente favorevole. L’avvio delle svendite arriva infatti in una fase in cui le festività sono ancora in corso e l’inverno è appena iniziato, rendendo difficile parlare di una vera fine stagione. L’attenzione è rivolta sia agli operatori del commercio sia ai consumatori, alle prese con una capacità di spesa ridotta. Le stime indicano una spesa media di 137 euro a persona e di 303 euro a famiglia, con circa 14 milioni di nuclei familiari coinvolti a livello nazionale e un giro d’affari complessivo pari a 4,9 miliardi di euro. Numeri significativi che, tuttavia, rischiano di scontrarsi con un contesto economico complesso, segnato dagli effetti delle festività natalizie e da un anno caratterizzato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi. A pesare sull’andamento dei saldi è anche la progressiva anticipazione delle promozioni, che tende a ridurne l’impatto complessivo. La richiesta, sempre più frequente da parte degli operatori del settore, è quella di una revisione delle regole sulle vendite promozionali, con l’obiettivo di garantire una concorrenza più equilibrata e di restituire ai saldi il loro ruolo di strumento di fine stagione, eventualmente posticipandone l’avvio di alcune settimane pur mantenendo una data unica a livello nazionale. Tra i comparti maggiormente penalizzati figura quello della moda, da tempo interessato da una proliferazione di iniziative promozionali: dai saldi privati ai pre-saldi, fino alle campagne di sconto che si estendono ben oltre singole giornate, come nel caso del Black Friday, ormai dilatato per settimane nel mese di novembre. Una dinamica che ha contribuito a comprimere i margini e a rendere più difficile il recupero delle vendite nel periodo ufficiale dei saldi. Il quadro complessivo riflette un anno complesso per il commercio al dettaglio, con sfide che vanno oltre l’andamento stagionale delle vendite. Tra le criticità emergono la desertificazione commerciale e la difficoltà dei negozi di prossimità e delle attività storiche a reggere l’urto della concorrenza delle grandi piattaforme online. Allo stesso tempo, viene sottolineata la necessità di valorizzare le potenzialità turistiche, culturali e ambientali dei territori, puntando su modelli di consumo più consapevoli e sostenibili. Il bilancio delle vendite natalizie, intanto, non è stato positivo. Nel settore dell’abbigliamento e delle calzature si è registrato un calo rispetto all’anno precedente, con differenze tra città ma con un segno negativo diffuso. Un risultato che riflette la combinazione tra la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie e una concorrenza online sempre più aggressiva, elementi che continuano a condizionare il futuro del commercio tradizionale.