
“Qui siamo bloccati: per noi l’ascensore non è un comfort, è l’unico modo per vivere”. La protesta arriva da via Pietro Nenni 5, a Pescara, in una palazzina di proprietà comunale dove diverse persone con disabilità motoria denunciano una condizione di isolamento dopo il blocco dell’impianto.. Il Comune, chiamato direttamente in causa, rivendica di essersi attivato: c’è un alimentatore da oltre 30mila euro per garantire l’utilizzo anche in caso di blackout. Il guasto, però, è legato a una infiltrazione d’acqua che ha danneggiato una scheda elettrica. Intanto è stato organizzato un servizio sostitutivo, per chi avesse esigenze medico - sanitarie. Ma tra i residenti protestano, erché l’assistenza non coprirebbe l’intera giornata, ma solo dalle 9 alle 13. Sulla vicenda interviene anche Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, che definisce “inaccettabile” la prospettiva di tempi lunghi per la riparazione: “Aspettare 15 giorni per un pezzo è fuori dal mondo, soprattutto con le tecnologie e i servizi disponibili oggi. E il fatto più grave è che non è la prima volta che succede”.
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