
La nomina di Arianna Fasulo come componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise “G. Caporale” sarebbe stata di fatto congelata dopo l’intervento dei veterinari e la successiva richiesta di chiarimenti avanzata con un’istanza formale di accesso agli atti. A innescare la frenata sulla designazione – preannunciata politicamente alla fine di dicembre – è stata la reazione del mondo veterinario, che ha chiesto di verificare con precisione l’iter e i presupposti che hanno portato Fasulo ad entrare tra i candidati ritenuti idonei, dopo che in una fase precedente la candidatura risultava invece non ammissibile. Il punto centrale della vicenda riguarda la variazione dell’esito istruttorio. Il 18 novembre 2025, infatti, il Consiglio regionale ha chiuso l’istruttoria sulle candidature per la designazione nel CdA IZS, approvando l’elenco delle domande ammissibili e quello delle non ammissibili (due candidature escluse per mancato possesso – o mancata evidenza nei curriculum – della “comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti”, requisito richiesto dalla normativa regionale). Poco più di un mese dopo, però, il 19 dicembre 2025, viene disposto un annullamento parziale in autotutela della precedente istruttoria: la Regione modifica l’esito su una candidatura inizialmente dichiarata non ammissibile, ritenendo poi sussistenti i requisiti dopo integrazioni e ulteriore documentazione prodotta. In quell’elenco aggiornato tra i candidati compare anche Arianna Fasulo. Secondo quanto riportato nell’Istanza di accesso agli atti firmata dai veterinari, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri avrebbe preannunciato la designazione nella seduta del Consiglio regionale del 29 dicembre 2025 e anche in una precedente Conferenza dei capigruppo. Ma è proprio in seguito alle contestazioni e all’iniziativa dei veterinari che la nomina, nei fatti, sarebbe stata congelata, in attesa di chiarire i passaggi e la correttezza del procedimento. I veterinari, infatti, chiedono ufficialmente di ottenere copia di due documenti chiave:
Il verbale dell’ultima Conferenza dei Capigruppo dove sarebbe stato comunicato il nome della designanda;
L’atto di verifica svolto dalla Regione sulla dichiarazione della designanda oppure le ragioni per cui l’amministrazione ritenesse di non procedere a tali verifiche prima dell’adozione del decreto di designazione.
Nella stessa istanza viene ricordato che Fasulo – in base al confronto tra i due elenchi – prima risulta non idonea e poi diventa idonea, citando le comunicazioni protocollate tra fine novembre e inizio dicembre e la successiva determinazione di dicembre.
La richiesta di accesso agli atti, inoltre, non ha solo finalità conoscitiva: viene specificato che l’ostensione dei documenti è richiesta anche per la difesa in giudizio, con l’intenzione di valutare motivi aggiunti al ricorso già pendente al TAR Abruzzo contro la riapertura dei termini dell’avviso. C’è chi sta valutando anche la possibilità di agire in sede penale, per la verifica di tutto l’iter. Un elemento che aumenta la tensione intorno all’operazione, perché il rischio è che la designazione finisca nel mirino di una nuova contestazione legale e politica. Intanto, il CdA dell’IZS in carica è scaduto nel marzo 2025, e la designazione della componente mancante si intreccia con un caso che rischia di trasformarsi in uno scontro istituzionale: da una parte la volontà di chiudere rapidamente la partita delle nomine, dall’altra le richieste di trasparenza e verifica dei requisiti, arrivate con forza proprio dal mondo veterinario. Intanto, l’Istituto dal 1 gennaio è in esercizio provvisorio, proprio a causa di questi ritardi.

