
Nove mesi dopo la morte improvvisa di Gabriele Traini, operaio di Atri e ciclista amatoriale (QUI LA CRONACA DEL FATTO), la Procura iscrive nel registro degli indagati sei medici per omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria. Tutto ruota, come racconta oggi il Centro, attorno alle visite e alle certificazioni sportive ottenute dall’uomo prima del decesso, giudicate dagli inquirenti potenzialmente non adeguate rispetto ai segnali clinici emersi. Traini, operaio della Cordivari, aveva 43 anni ed era morto mentre stava pedalando, per un problema di cuore, difficile da spiegare, visto che si era sottoposto regolarmente a controlli medici e aveva ricevuto i certificati di idoneità sportiva.

