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Screenshot_2026-01-20_alle_19.35.19.pngInvestita sulle strisce pedonali, proprio davanti alla Questura. Una scena che ha sconvolto viale Bovio e che riaccende, con forza, l’allarme sicurezza in una delle arterie più trafficate della città. La vittima è una funzionaria della Questura di 50 anni. Secondo una prima ricostruzione, la donna stava attraversando la strada per rientrare in servizio dopo una breve sosta al bar per un caffè. In quel momento è sopraggiunta un’auto che l’avrebbe centrata mentre era già sulle strisce. L’impatto è stato violento. L’auto, riferiscono testimoni e residenti, procedeva a velocità sostenuta: un dettaglio che torna come un refrain amaro tra le segnalazioni dei cittadini, perché in viale Bovio – dicono – «si corre troppo», anche in condizioni di visibilità precaria. A rendere la situazione ancora più insidiosa, ci sarebbero stati l’asfalto bagnato e la scarsa visibilità. La donna è stata soccorsa e trasportata in ospedale, dove è stata ricoverata e sottoposta a un intervento chirurgico. Le sue condizioni vengono descritte come serie. Ma la cronaca, qui, non è soltanto cronaca. Perché l’episodio riapre una ferita già nota nel quartiere: viale Bovio è considerato da molti residenti un tratto “pericoloso”, soprattutto per i pedoni. E non è la prima volta che si verificano incidenti o investimenti, con dinamiche simili e con la stessa, ricorrente, denuncia: auto troppo veloci, attraversamenti rischiosi, controlli e misure di prevenzione ritenuti insufficienti. Il quartiere chiede risposte concrete: limiti di velocità più severi, sistemi di dissuasione come dossi, attraversamenti rialzati, semafori pedonali, autovelox o altri dispositivi di controllo. Perché ogni attraversamento deve essere un diritto, non una lotteria. E un viale davanti a un presidio istituzionale non può trasformarsi in una pista dove a pagare è sempre il più fragile: il pedone.