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PHOTO-2026-01-22-12-11-34.jpgC’è un Abruzzo che non si limita a farsi raccontare: sceglie di presentarsi al mondo. E lo fa nel modo più diretto, dentro una delle grandi capitali internazionali del turismo, Madrid, dove fino al 25 gennaio i riflettori di FITUR 2026 illuminano destinazioni, progetti e visioni provenienti da oltre 150 Paesi.

In questa cornice globale, tra stand affollati, appuntamenti B2B e incontri istituzionali, la rete “Unico Gran Sasso” – 22 comuni uniti, capofila il Comune di Crognaleto (Teramo) – ha inaugurato di fatto l’anno turistico internazionale con una presenza che non è soltanto esposizione, ma strategia: una scelta precisa per ottenere visibilità, creare relazioni e aprire opportunità di sviluppo per i territori montani.

I BORGHI COME SCOMMESSA: “NATURA, ARTE, EMOZIONI”

A fare da filo conduttore è la campagna di comunicazione dal titolo evocativo: “Borghi del Gran Sasso – Natura, Arte, Emozioni”, sostenuta da risorse del PNC. Non uno slogan vuoto, ma una dichiarazione d’intenti: trasformare il patrimonio dei borghi – paesaggi, tradizioni, cultura – in un asset strutturale capace di reggere la competizione turistica contemporanea, quella che premia esperienze autentiche e sostenibili.

Nel materiale promozionale, l’invito è chiaro: “Vieni a scoprire terre incantate, preziose tradizioni e meraviglie senza tempo”. E il messaggio che arriva a buyer, tour operator e media specializzati è altrettanto nitido: l’Appennino abruzzese non è periferia, ma una destinazione completa, integrata, pronta a dialogare con il mercato internazionale.

FITUR: UNA FINESTRA MONDIALE SUL GRAN SASSO

FITUR, ospitata negli spazi di IFEMA Madrid, è tra le piattaforme più importanti per la promozione turistica globale. Qui non si distribuiscono solo brochure: si costruiscono relazioni commerciali, si stringono accordi, si pianificano collaborazioni. Unico Gran Sasso entra in questo circuito con l’obiettivo di presentare un’offerta che tenga insieme:

natura e grandi paesaggi

arte e patrimonio culturale

borghi e comunità

tradizioni e identità

esperienze outdoor e turismo lento

È l’idea di un territorio che vuole essere vissuto, non consumato. Un turismo capace di generare valore e, soprattutto, permanenza: non visite mordi e fuggi, ma soggiorni, reti, ritorni.

PERSIA: “NON SOLO VETRINA, MA RELAZIONI CONCRETE”

Il senso politico e operativo della partecipazione lo sintetizza il sindaco di Crognaleto Orlando Persia, che parla di un salto di scala: FITUR non è solo un palcoscenico, ma un luogo dove si può costruire futuro.

“Siamo orgogliosi di portare Unico Gran Sasso alla ribalta di una fiera di tale portata internazionale. Questa presenza non è solo una vetrina promozionale: è l’occasione per costruire relazioni concrete, attirare investimenti e tracciare insieme ai nostri partner un percorso di crescita turistico-economica per l’intero Appennino abruzzese”.

Il punto è questo: raccontare le bellezze naturali non basta più. Oggi vince chi sa proporre un’identità coerente, chi sa organizzarsi e parlare con una voce sola, chi sa trasformare l’ospitalità in modello economico.

CASTELLI: “LA RICOSTRUZIONE PASSA ANCHE DA QUI”

Nel ragionamento entra anche una prospettiva più ampia, quella legata alle aree del cratere e alla ricostruzione. Il commissario straordinario Guido Castelli lega infatti la presenza a Madrid a un concetto di rinascita che va oltre la muratura: è infrastruttura sociale, lavoro, servizi, prospettive.

“Portare i Borghi del Gran Sasso sulla scena internazionale significa affermare un’idea di ricostruzione che non si limita al ripristino degli edifici, ma che guarda allo sviluppo, all’identità e alle opportunità economiche”.

E la frase più pesante, forse, è quella che chiama direttamente in causa le scelte di vita: rendere attrattivi e accessibili i borghi significa creare condizioni per restare o tornare. Turismo, in quest’ottica, non come vetrina estetica, ma come leva demografica e sociale.

IL 2026 PARTE DA MADRID: INCONTRI, SOSTENIBILITÀ, COOPERAZIONE

La fiera di Madrid diventa così un appuntamento chiave per dare slancio alla promozione 2026: agenda fitta di incontri B2B, presentazioni tematiche, momenti istituzionali, dialoghi con buyer e operatori interessati a costruire pacchetti di incoming.

Il Gran Sasso, insomma, si propone come ambasciatore di un Appennino che vuole contare, puntando su un turismo montano di qualità: sostenibile, lento, identitario, ma anche capace di innovare.

E mentre Madrid scorre tra mappe, cataloghi e appuntamenti, c’è un messaggio che resta appeso sopra lo stand abruzzese come un titolo definitivo: i borghi del Gran Sasso non chiedono attenzione, la meritano. E adesso sono venuti a prendersela.