Trentasei anni lei, ventitrè lui. Sembrava una relazione come tante, ma si è rivelata, col tempo, un inganno costruito con pazienza e abilità. La donna, madre di una bambina, ha scoperto di essere stata progressivamente privata dei propri risparmi dall’uomo con cui conviveva, che aveva fatto leva sul legame affettivo per ottenere continui versamenti di denaro. Tanto che alla fine, quella storia d’amore, è diventata un processo, perché il ragazzo, con una serie di raggiri, è riuscito a portar via alla donna oltre 50 mila euro. La tecnica del “toy boy”, come è stato ricostruito in aula, era quella di documentare necessità inesistenti, per avere denaro. Spese per assicurazione dell’auto, parcelle legali per problemi inesistenti, soldi per corsi di formazione mai frequentati, tutta una serie di “uscite” suppotate anche con falsi documenti. Quando la donna si è finalmente resa conto della falsità di quelle giustificazioni, ha presentato denuncia. Il procedimento davanti al Tribunale di Chieti si è concluso con la condanna dell’imputato a sei mesi di reclusione e 300 euro di multa per truffa, oltre alle spese processuali e risarcimento alla donna.
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