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Il diritto al parcheggio per chi vive nel centro storico torna al centro del dibattito cittadino. A sollevare il tema è Silvio Falconi (già candidato di Innova Teramo) che chiede un intervento deciso dell’amministrazione comunale per garantire ai residenti spazi adeguati e una regolamentazione più rigorosa degli accessi. «Chi abita a pochi passi dal Duomo – osserva – dovrebbe poter contare su un parcheggio riservato. In particolare, le seconde auto andrebbero collocate fuori dal perimetro del centro, per evitare l’intasamento delle strade più interne». Secondo Falconi, una possibile soluzione sarebbe l’introduzione di un sistema di accesso e sosta basato su zone differenziate – rossa, blu, verde e gialla – alle quali associare specifici permessi. Solo i titolari di tali autorizzazioni dovrebbero poter entrare e parcheggiare nel centro storico, mentre i visitatori e i non residenti dovrebbero usufruire di aree dedicate nelle zone limitrofe. Un modello già sperimentato con successo in altre città. «Ho vissuto a Brescia tra il 1988 e il 1996, proprio dietro Piazza della Loggia – ricorda – e già allora il centro storico era organizzato con zone a colori. Chi aveva il permesso parcheggiava senza problemi, mentre i forestieri non potevano nemmeno transitare. Fuori dalla zona gialla c’erano parcheggi pensati appositamente per i non residenti». La situazione a Teramo, invece, viene descritta come critica: lavoratori di uffici e negozi provenienti da fuori centro occupano quotidianamente gli stalli per molte ore, lasciando i residenti senza alternative. «Dopo una giornata di lavoro, magari con la spesa in mano, si è costretti a parcheggiare lontano da casa», denuncia Falconi. A questo si aggiunge il traffico di veicoli pesanti, camion e furgoni che attraversano e sostano nelle vie storiche, contribuendo a congestionare ulteriormente l’area. «È una condizione inconcepibile – conclude – e che deve cambiare. Servono regole chiare, controlli e una visione complessiva che rimetta al centro i diritti di chi nel centro storico vive ogni giorno».