Scattata l’evacuazione per due abitazioni in Via Santa Lucia a Silvi a seguito di un evento franoso che interessa la scarpata sottostante alcuni fabbricati residenziali, in prossimità della Strada Provinciale 29. Con ordinanza contingibile e urgente, il sindaco Andrea Scordella ha disposto lo sgombero temporaneo e l’interdizione all’uso delle case ai civici 13 e 17, ritenute esposte a un rischio per la pubblica e privata incolumità. L’allarme è scattato nel pomeriggio del 25 gennaio, a seguito di una segnalazione del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Teramo – Distaccamento di Roseto degli Abruzzi, che ha evidenziato la presenza di un dissesto sulla scarpata posta al di sotto degli edifici. Immediatamente sono stati avviati sopralluoghi e attività di monitoraggio da parte del Servizio comunale di Protezione civile, proseguiti anche nelle ore serali. Il giorno successivo, 26 gennaio, il Comune si è avvalso del supporto di un tecnico geologo incaricato per una valutazione specialistica delle condizioni geomorfologiche dell’area. Dalla relazione tecnica integrata emerge che la scarpata è costituita prevalentemente da arenaria, una roccia sedimentaria formata da granuli sabbiosi cementati da carbonato di calcio, attualmente interessata da processi di meteorizzazione chimica dovuti all’azione dell’acqua infiltrata. Secondo i tecnici, l’acqua provoca la dissoluzione del cemento calcareo che tiene uniti i granuli, determinando una progressiva perdita di coesione del materiale e una conseguente riduzione della capacità portante della scarpata. Sono state inoltre riscontrate infiltrazioni idriche superficiali e modesti ruscellamenti in prossimità del fronte del dissesto, elementi che rappresentano un ulteriore fattore aggravante del rischio. Le misurazioni effettuate indicano che la distanza minima tra il fronte della scarpata e il fabbricato al civico 13 è di circa 12 metri, mentre per il civico 17 supera i 15 metri. Tuttavia, tali distanze non sono considerate sufficienti a escludere il pericolo, poiché l’evoluzione del fenomeno è definita “non linearmente prevedibile”, con la possibilità di crolli o scivolamenti improvvisi anche in assenza di segnali premonitori evidenti. Alla luce di queste valutazioni, il geologo ha concluso per la sussistenza di una condizione di instabilità potenziale della scarpata, incompatibile con la permanenza di persone all’interno degli immobili prospicienti l’area interessata dal dissesto. Da qui la proposta di procedere allo sgombero temporaneo delle abitazioni e alla loro interdizione all’uso, in attesa di ulteriori approfondimenti tecnici e della progettazione di interventi di messa in sicurezza. L’ordinanza sindacale dispone lo sgombero immediato dei civici 13 e 17, con divieto di utilizzo e di permanenza per chiunque, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, che dovrà essere certificato da apposita attestazione tecnica. Ai proprietari e agli occupanti è imposto di attenersi scrupolosamente alle disposizioni, mentre al Servizio comunale di Protezione civile spetta il compito di mantenere attivo il monitoraggio dell’area e predisporre gli ulteriori adempimenti tecnici necessari. Il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Protezione civile è stato attivato già dal 25 gennaio e il provvedimento è stato trasmesso a Prefettura, Regione Abruzzo, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Il Comune fa sapere che lo sgombero rappresenta una misura precauzionale, limitata nel tempo e circoscritta ai soli immobili esposti al rischio, adottata esclusivamente per garantire la tutela dell’incolumità dei cittadini.

