
Un impegno concreto, fatto di cifre ma soprattutto di persone, storie e bisogni. È questo il senso del Bilancio sociale 2026 approvato oggi in Consiglio che conferma una scelta politica chiara: continuare a investire sulle politiche sociali anche in un contesto economico complesso, senza arretrare di un passo sulla tutela delle fasce più fragili. La previsione complessiva di spesa per il 2026 ammonta a 5.306.290,62 euro, in aumento rispetto ai 4.642.863,77 euro del 2025. A questa cifra vanno aggiunte ulteriori risorse destinate a specifiche progettualità: 3,2 milioni di euro per la gestione del S.A.I., 790 mila euro per la povertà educativa minorile (0-18 anni) e 1.236.000 euro per il progetto Abruzzo Include. Il totale complessivo delle risorse che interessano il sistema sociale supera così i 10,5 milioni di euro.
Servizi essenziali e accesso ai diritti
Sugli obiettivi essenziali di servizio vengono stanziati 512.336 euro. È garantita la continuità del segretariato sociale con 180.000 euro, del servizio sociale professionale con 200.000 euro e del Punto Unico di Accesso per le dimissioni protette con 40.000 euro. Risorse finalizzate a rendere il sistema dei servizi più accessibile, integrato e vicino ai cittadini.
Non autosufficienza e disabilità: oltre 3 milioni di euro
La parte più consistente del Piano riguarda la non autosufficienza e la disabilità, con risorse che superano complessivamente i 3 milioni di euro. In particolare:
l’assistenza domiciliare passa da 355.000 a 480.000 euro;
gli interventi per la disabilità gravissima salgono a 312.467 euro;
il sostegno ai caregiver familiari cresce a 31.402 euro;
il trasporto sociale arriva a 150.000 euro;
gli interventi per la vita indipendente aumentano a 290.000 euro;
il programma “Dopo di Noi” viene rafforzato fino a 80.000 euro.
Scelte che affermano il diritto delle persone a restare nel proprio contesto di vita, sostenendo le famiglie e prevenendo l’istituzionalizzazione.
Contrasto alla povertà e inclusione
L’asse dedicato alla povertà e all’inclusione sociale raggiunge i 379.670 euro. Spicca l’incremento dei tirocini di inclusione sociale, che passano da 18.000 a 100.000 euro, nella convinzione che il welfare debba accompagnare le persone verso percorsi di autonomia e dignità, non limitandosi alla sola assistenza. Si confermano inoltre gli interventi finanziati dal PNRR, come Housing First e Stazione di Posta, per un totale di 195.000 euro. In Commissione è stato evidenziato come, grazie alle strutture ponte, siano già stati raggiunti i target previsti, evitando criticità emerse in altri territori.
Famiglie, minori e anziani
Grande attenzione è rivolta a famiglie e minori, con uno stanziamento complessivo di 810.000 euro:
260.000 euro per i servizi educativi domiciliari e territoriali;
500.000 euro per le strutture residenziali per minori;
40.000 euro per il programma PIPPI, a sostegno della genitorialità fragile.
Per la prevenzione dell’istituzionalizzazione e l’invecchiamento attivo vengono stanziati 70.000 euro, a sostegno dell’inclusione sociale e della qualità della vita delle persone anziane.
Il contributo dei Comuni
Il Piano è sostenuto anche da un importante cofinanziamento dei Comuni dell’Ambito, pari a 2.099.794,13 euro, e da ulteriori progettualità attive – tra cui SAI, povertà educativa, Abruzzo Include e interventi per minori stranieri non accompagnati – che rafforzano la capacità del territorio di rispondere ai bisogni sociali.
Un bilancio che, oltre ai numeri, racconta una scelta di campo: mettere al centro le persone e i loro diritti.

