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PHOTO-2026-02-03-12-58-44_2.jpgUn appartamento di oltre 110 metri quadrati, confiscato alla criminalità organizzata e in passato utilizzato come base per lo spaccio di droga, torna oggi alla collettività e si prepara a diventare una casa famiglia destinata ad accogliere madri in difficoltà. L’immobile, situato nella zona Salino di Tortoreto, era riconducibile a un gruppo rom ed è stato ufficialmente consegnato all’Unione dei Comuni della Val Vibrata, che ne curerà la riconversione sociale attraverso un progetto di accoglienza temporanea e supporto educativo. Alla cerimonia di consegna delle chiavi hanno partecipato numerose autorità: la presidente dell’Unione dei Comuni Cristina Di Pietro, il sindaco di Tortoreto e la vicesindaca Arianna Del Sordo, l’assessore comunale Giorgio Ripani, l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis e il prefetto di Teramo. Nel documento letto durante l’incontro è stato sottolineato come l’immobile, un tempo simbolo di sopraffazione e accumulo illecito, rinasca oggi come presidio di legalità e solidarietà. Restituire alla comunità un bene confiscato significa trasformare il “male” in bene comune, dimostrando che la giustizia non solo punisce, ma costruisce e rigenera. Il progetto è rivolto a donne con minori in carico ai servizi sociali d’ambito, autosufficienti o in uscita da comunità ad alta soglia, che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale e senza una rete familiare di sostegno. Un risultato reso possibile grazie al lavoro congiunto delle Forze dell’Ordine, della magistratura e dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, oltre all’impegno degli amministratori locali e dei tecnici comunali che hanno seguito la manutenzione dell’immobile e la stesura della convenzione. Un passaggio simbolico e concreto che segna la trasformazione di un luogo legato all’illegalità in una struttura di accoglienza e sostegno, restituendo dignità a uno spazio e offrendo nuove opportunità a chi vive situazioni di fragilità.