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0.pioggia-meteo-1024x584.jpgGennaio 2026 in Abruzzo ha avuto
temperature lievemente più alte del riferimento climatologico
1991-2020, con anomalia media regionale di +0.6°C, e
precipitazioni doppie rispetto alla media (+110%). Una
persistente e ampia bassa pressione sull'Atlantico ha causato
tempo prevalentemente nuvoloso e umido sull'Europa occidentale,
freddo e secco sull'Europa orientale. È quanto emerge
dall'analisi mensile elaborata dal Centro di Eccellenza Cetemps
dell'Università dell'Aquila in base ai dati meteorologici delle
stazioni abruzzesi raccolti dall'Ufficio idrologia, idrografico
e mareografico dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile
dell'Abruzzo.
Complessivamente, il mese appena trascorso è stato il 15/o
più caldo e il terzo più umido della serie storica a livello
regionale. Per diverse località dell'aquilano, il mese è stato
da record per le precipitazioni, con quantitativi fino a quattro
volte più abbondanti della norma, determinate da un'ondata umida
a inizio mese, protrattasi per circa cinque giorni.
Le località con i valori più estremi delle anomalie rispetto
al riferimento climatologico di gennaio sono state, per la
temperatura media: Roccaraso, in provincia dell'Aquila, con
+2.0°C e Montazzoli, in provincia di Chieti, con -1.1°C. Per le
precipitazioni invece Avezzano, in provincia dell'Aquila, con
+333%, e Ortona, in provincia di Chieti, con -34%.
Guardando ai record delle anomalie di gennaio
complessivamente per la regione Abruzzo: il mese più freddo si è
registrato nel 1981, con -4.2°C; il più caldo nel 2007, con
+2.9°C; il più secco nel 1990 con -96% di precipitazioni; il più
umido nel 2017 con +143% di precipitazioni.
Secondo le proiezioni stagionali del Centro Europeo, la
settimana di febbraio dopo l'attuale è attesa calda e umida, le
successive due calde, ma con precipitazioni nella norma.