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WhatsApp_Image_2026-02-04_at_14.00.54_1.jpegWhatsApp_Image_2026-02-04_at_14.00.54.jpegWhatsApp_Image_2026-02-04_at_14.00.54_2.jpegPresidio silenzioso, ma carico di significato civile, quello che ha preso forma questa mattina davanti al lotto tre dell’ospedale Mazzini di Teramo, quello stesso padiglione che ospita il reparto di Malattie infettive, che è motivo e finalità della protesta. Un gesto estremo, lo sciopero della fame, scelto come atto di responsabilità collettiva a tutela di un servizio sanitario ritenuto fondamentale. L’iniziativa, lanciata dal giornalista Giancarlo Falconi, nasce dalla volontà di «…difendere un patrimonio pubblico costruito nel tempo grazie a professionalità riconosciute e risultati concreti, emersi con forza soprattutto negli anni più duri della pandemia». Una mobilitazione che ha già superato steccati politici e appartenenze, raccogliendo il sostegno trasversale di cittadini, giovani, amministratori locali e rappresentanti istituzionali. A promuovere l’azione, in prima linea con Falconi, l’ex assessore comunale Valdo Di Bonaventura e il segretario regionale UGL Salute Stefano Matteucci, ma a portare la loro testimonianza sono già passati, in mattinata, il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, e il consigliere regionale Giovanni Cavallari con i consiglieri comunali Massimo Varani, Anastasia Liouras e Lorenza Contrisciani. Il messaggio lanciato dai partecipanti è chiaro: la sanità pubblica va difesa partendo dai reparti che funzionano. Per Malattie infettive, spiegano, è indispensabile il riconoscimento di una struttura complessa (Uoc), perché non si possono potenziare settori amministrativi sacrificando quelli clinici che garantiscono cure essenziali. «La responsabilità delle scelte è politica – hanno sottolineato – ma alla Asl chiediamo di schierarsi dalla parte dei cittadini e della qualità dell’assistenza». Tra gli obiettivi immediati della protesta c’è anche la richiesta che la dottoressa Antonella D’Alonzo, figura centrale del reparto, ritiri le dimissioni. Sarà sciopero ad oltranza, domani il presidio di sposterà davanti al Lotto 1 del Mazzini.