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Una comunità che negli ultimi dieci anni aveva scelto di guardare avanti, puntando su agricoltura di qualità, turismo e sviluppo sostenibile, oggi si ritrova di nuovo costretta a difendersi. A Grasciano, frazione del comune di Notaresco, torna lo spettro di una nuova mega discarica, e con esso riaffiorano paure, rabbia e un profondo senso di ingiustizia. A denunciare la situazione è il Comitato Spontaneo Cittadini, che parla di un progetto di smaltimento rifiuti incompatibile con la vocazione del territorio e portato avanti attraverso un percorso che presenta troppe ombre, in un’area, sottolinea il Comitato, che presenta criticità evidenti: abitazioni a meno di cento metri, presenza di famiglie con bambini e anziani, terreni classificati dal Piano regolatore come zona agricola di pregio, destinata alla produzione vinicola DOC e IGT, oltre a vincoli di natura idrogeologica e archeologica. A rendere il quadro ancora più allarmante è il contesto già pesantemente compromesso. Nello stesso perimetro insistono una discarica dismessa, una ancora in esercizio, un biodigestore, una grande industria alimentare e numerose attività industriali e artigianali. Una concentrazione di impianti che genera un evidente effetto cumulo, con il rischio di un ulteriore aumento di cattivi odori, emissioni in atmosfera, rumore, traffico pesante e inquinamento dell’aria. Durante il procedimento di valutazione, inoltre, la stessa società proponente ha comunicato, l’8 luglio 2025, la presenza di contaminazione delle acque sotterranee, con superamenti dei limiti per diverse sostanze, tra cui azoto nitroso, fluoruri, solfati, nichel, boro e manganese. Un dato che, secondo il Comitato, dovrebbe da solo imporre un cambio di passo radicale. A fronte di questa situazione, il 24 settembre la Asl di Teramo ha chiesto formalmente che il progetto fosse sottoposto alla fase di scoping nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale, richiamando la necessità di tutelare salute pubblica e ambiente. Il 21 ottobre anche la Provincia di Teramo ha sollecitato Arpa Abruzzo e Comune di Notaresco a produrre una relazione tecnico-ambientale sulle attività pregresse svolte nell’area. Per i cittadini, la domanda di fondo resta una sola: perché insistere su una nuova discarica in un territorio già saturo di impianti e senza alcun reale beneficio per la comunità locale? Da qui il rifiuto netto e pubblico: «Diciamo NO a questo progetto. Se l’iter dovesse proseguire, difenderemo il nostro territorio in ogni sede, istituzionale e legale. La salute, l’ambiente e il futuro di Notaresco non sono negoziabili». Una presa di posizione che va oltre il singolo caso e si trasforma in una battaglia di civiltà per il diritto delle comunità a decidere del proprio destino.