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Dalle parole messe nero su bianco in un quaderno scolastico è partita un’indagine destinata ora ad approdare in aula. Un uomo di 70 anni, teramano, dovrà rispondere davanti ai giudici dell’accusa di aver compiuto molestie sessuali ai danni della figlia di una nipote, all’epoca dei fatti una bambina di appena otto anni. Il rinvio a giudizio, come riporta Il Messaggero, svela una vicenda emersa in modo graduale e quasi casuale, tra i banchi di scuola. Sarebbero stati alcuni compitini della bambina, contenenti riferimenti a episodi della vita quotidiana, a insospettire le insegnanti. Da qui la segnalazione al dirigente scolastico e l’immediato coinvolgimento dei genitori, che hanno poi formalizzato la denuncia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la bambina avrebbe subìto in più occasioni palpeggiamenti, anche nelle parti intime, quando si trovava nell’abitazione del prozio, mentre guardava cartoni animati.

Foto: elaborazione AI - certastampa digital