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Non funzionava. Anzi: funzionava troppo e male, quell’autovelox che, in quattro anni, ha scattato 4mila fotomulte, con un incasso complessivo di 1,3milioni di euro. Funzionava male, perché sovrastimava la velocità dei mezzi in transito, soprattutto furgoni, mezzi pesanti e fuoristrada, rilevando infrazioni mai commesse a velocità molto superiori a quelle reali. È proprio per questo malfunzionamento dello scout speed, che è scattata l’inchiesta giudiziaria che ha portato al rinvio a giudizio di sei appartenenti alla polizia locale di Francavilla al Mare. A processo il comandante, il vice e quattro agenti, con imputazioni che vanno dal falso materiale e ideologico alla soppressione e occultamento di atti pubblici, fino al falso in documento informatico.Secondo la procura, sarebbero state attestare verifiche di funzionalità mai eseguite, dichiarando il corretto funzionamento del dispositivo anche nella modalità di rilevamento in movimento, senza che gli agenti avessero le competenze tecniche necessarie. Secondo la difesa, però, quel dispositivo ha ridotto drasticamente gli incidenti in un tratto di strada particolarmente pericoloso.

Foto: elaborazione AI - certastampa digital