
Eccolo lì, silenzioso e solitario, il trenino natalizio "indomito" che tanto piace all’assessore Filipponi, che lo ripropone ogni Natale, come se fosse ogni volta una grande novità. Eccolo lì, silenzioso e solitario parcheggiato nel parcheggio della Stazione. Sulle strisce blu. Su cinque parcheggi blu, per la precisione. Eppure, non è dicembre, non ci sono luci, né bambini in fila per un giro tra le vetrine addobbate. C’è solo il trenino silenzioso e solitario, in uno spazio pubblico occupato. Stabilmente. È diventato parte del paesaggio urbano. La domanda, però, è un’altra: paga? Anzi: chi paga? Quanto vale, per la collettività, quello spazio sottratto? Certo, si dirà che quel parcheggio non è mai pieno, quindi non. Ruba spazio, in teoria, ma in pratica occupa cinque posti, gli stessi che i teramani pagano quando parcheggiano. E allora: quanto paga per questa occupazione permanente? E ancora: se è un’attrazione stagionale, perché resta lì tutto l’anno? Possibile che nessun’altra città sia interessata? O semplicemente Teramo è l’unica disposta a tenerlo fermo su cinque parcheggi per undici mesi? Non si tratta di polemica facile. Si tratta di priorità. In tempi in cui ogni euro pubblico viene pesato e ogni metro quadrato di città è oggetto di discussione, anche un trenino può diventare simbolo. Simbolo di un’amministrazione che preferisce l’effetto scenico alla funzionalità quotidiana? O di una visione turistica che però fatica a tradursi in risultati concreti? Dall’assessore Filipponi, che oltre agli eventi ha anche la delega al Pums (e quindi ai parcheggi) aspettiamo due risposte: perché quel trenino interessa - evidentemente - solo a Teramo? E, soprattutto, chi paga quei cinque parcheggi? Stando alle tariffe comunali, la sosta giornaliera in quell’area costa 2 euro, che per 5 stalli diventano 10 euro al giorno, cioè 300 euro al mese. Chi li paga?

