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Bankakona2Chiude la filiale BdM (ex Tercas) della Cona. Chiude i battenti e dal 21 marzo si trasferisce in Corso San Giorgio, nel cuore cittadino. Una decisione che pesa come un macigno su un quartiere che, da anni, denuncia segnali sempre più evidenti di marginalizzazione. L’ex Tercas – oggi BdM Banca – lascia così uno dei presìdi storici della zona. Per residenti e attività commerciali della Cona non si tratta soltanto della perdita di uno sportello, ma di un ulteriore arretramento dei servizi di prossimità, così come per i tanti residenti e correntisti, e per tutti i teramani di Frondarola, Villa Ripa, e delle altre località che avevano in quella filiale il loro punto di riferimento. Una notizia che ha subito provocato reazioni: «È inaccettabile, quella filiale non deve trasferirsi - commenta Rodolfo Fedele, portavoce della Macroarea - per noi è un presidio importantissimo, sia dal punto di vista sociale, e penso a tutti gli anziani che hanno lì i loro risparmi e che potrebbero avere difficoltà a raggiungere Corso San Giorgio, ma anche per le attività commerciali, per le quali quella banca è un valore aggiunto… non può chiudere, e non ce n’è motivo, visto che ha una grande clientela e lavora moltissimo». 
Negli ultimi anni la Cona ha lottato strenuamente contro la “periferizzazione”, ma la chiusura della filiale dell’unica banca presente, è un colpo troppo duro. Meno servizi significa meno passaggio, meno vitalità commerciale, meno sicurezza percepita. Il trasferimento in Corso San Giorgio risponde con ogni probabilità a logiche di razionalizzazione e concentrazione delle sedi in aree a maggiore densità di traffico e visibilità. Una tendenza diffusa nel settore bancario, che negli ultimi anni ha ridotto drasticamente il numero delle filiali fisiche, puntando su digitalizzazione e ottimizzazione dei costi. Resta però l’effetto sul territorio: se il centro si rafforza, i quartieri più decentrati rischiano di impoverirsi ulteriormente, un tema sul quale la politica deve far sentire la sua voce. La chiusura riapre il dibattito sul ruolo dei servizi nei quartieri e sulla necessità di politiche urbane capaci di evitare squilibri sempre più marcati tra centro e periferia. La Cona chiede attenzione e investimenti, per non trasformarsi in una zona dormitorio privata di funzioni strategiche.