
Abbiamo una domanda: s’è seccato “l’albero della trasparenza” del Comune di Teramo? Ce lo chiediamo, perché sul tanto decantato “albero”, cioè il sistema ramificato di pubblicazione degli atti comunali, il “ramo” degli di concessione è ….fermo da aprile 2025. Nessun nuovo provvedimento pubblicato. Nessun aggiornamento visibile. Solo una pagina ferma nel tempo all’ultimo dato divulgato, ovvero gli 11mila euro dati alla Diocesi per la via Crucis. Poi.più nulla. Solo silenzio… eppure sono passate Nature indomite e Nataloni, concerti e concertoni, Lucille e Sfere ebbasta, ma su quella pagina siamo sempre alla via Crucis. Perché? Eppure la legge non è ambigua. L’articolo 26 del decreto legislativo sulla trasparenza stabilisce con chiarezza che le amministrazioni devono pubblicare sia i criteri sia gli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici superiori a mille euro. Non si tratta di un adempimento opzionale, né di una cortesia verso i cittadini. È una condizione di efficacia degli atti stessi. Senza pubblicazione, il provvedimento non dovrebbe produrre effetti. Il legislatore ha voluto essere ancora più esplicito: eventuali omissioni sono rilevate d’ufficio e comportano responsabilità amministrative e contabili. Non solo. La mancata o ritardata pubblicazione può essere contestata anche da chiunque abbia interesse, fino ad arrivare a possibili richieste di risarcimento. Allora la domanda è inevitabile: davvero da aprile 2025 non sono stati concessi contributi superiori a mille euro? Siamo noi che non riusciamo a trovare quei dati o proprio non ci sono? A meno che la gianguideria… con le sue attività culturali, sociali, sportive, con le imprese e le associazioni del territorio, non abbia disposto neppure un beneficio economico rilevante? Sappiamo che non è così, e allora c’è un problema diverso, tecnico o organizzativo, che impedisce l’aggiornamento della sezione “Amministrazione trasparente”? Non è una questione formale. La pubblicazione degli atti di concessione è uno degli strumenti più concreti per garantire controllo diffuso, equità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. È lì che si misura la coerenza tra dichiarazioni di principio e prassi amministrativa. Serve una spiegazione. Se si tratta di un disguido, va risolto. Se ci sono atti non pubblicati, vanno pubblicati. Perché la trasparenza non è un obbligo quando conviene. È un principio da rispettare sempre.

