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Ci sono gesti che sembrano piccoli, ma cambiano il modo in cui una comunità si guarda e si riconosce. Da oggi, nelle mense dell’Università degli Studi di Teramo, l’Adsu offrirà agli studenti che osservano il digiuno religioso un “Cestino Ramadan”: un pasto pensato per essere consumato dopo il tramonto o prima dell’alba, nel rispetto delle prescrizioni religiose. Un segno concreto di attenzione che trasforma il diritto allo studio in diritto a sentirsi accolti, anche a tavola. Durante il mese sacro per i fedeli musulmani, dall’alba al tramonto non è consentito assumere cibo né bevande. Una pratica che per molti studenti fuori sede può rendere complessa anche la gestione quotidiana dei pasti universitari. Da qui la scelta dell’Adsu di Teramo di adattare il servizio mensa, superando barriere culturali e organizzative per rispondere ai bisogni reali della propria comunità studentesca. Il “Cestino Ramadan” nasce proprio con questo obiettivo: garantire a chi ne farà richiesta un pasto completo, confezionato in modo da poter essere consumato negli orari consentiti, senza rinunciare alla qualità e all’equilibrio nutrizionale. Un’attenzione che va oltre l’aspetto logistico e diventa messaggio: nessuno deve sentirsi escluso da un servizio essenziale per motivi religiosi o culturali. È un’inclusione che passa attraverso un gesto quotidiano, universale, profondamente umano: condividere il cibo. La mensa universitaria, luogo per eccellenza della socialità studentesca, si apre così per il secondo anno ad una dimensione più ampia, capace di riconoscere e rispettare le differenze. Non adattamenti straordinari, ma normalità plurale. In un Ateneo sempre più internazionale e multiculturale, iniziative come questa raccontano un’università che non chiede agli studenti di uniformarsi, ma sceglie di incontrarli nelle loro identità. Anche nei giorni in cui, per fede, non potranno sedersi a tavola insieme agli altri, sapranno che quel posto è comunque pensato per loro.