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Screenshot_2026-02-18_alle_15.15.45.pngIl contrasto ai traffici illegali di rifiuti e di sostanze dannose per l’ambiente resta una priorità anche per l’Abruzzo, regione attraversata da importanti direttrici commerciali tra Adriatico e Balcani. I risultati dell’undicesima edizione della JCO Demeter, l’operazione doganale congiunta coordinata dall’Organizzazione mondiale delle dogane, confermano la crescita dei flussi illeciti legati soprattutto ai rifiuti tessili e alle merci dichiarate falsamente come “usato”. L’operazione, articolata in due fasi tra ottobre e novembre 2025, ha coinvolto 120 Paesi e, in Italia, è stata condotta con il coordinamento della Direzione antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e del Comando generale della Guardia di Finanza. Sul territorio nazionale sono state accertate violazioni per oltre 1 milione di chilogrammi di rifiuti, di cui più di 905 mila kg di rifiuti tessili, segno di un fenomeno in forte espansione legato alla filiera della fast fashion e alle criticità dell’economia circolare.

Le irregolarità sono emerse in diversi nodi logistici del Paese – tra cui Livorno, Genova, Venezia, Prato e Milano – ma l’attenzione resta alta anche lungo la costa adriatica. In Abruzzo, spiegano fonti investigative, la presenza di porti commerciali e di collegamenti con l’Est Europa rende necessario un monitoraggio costante sui flussi di merci e rifiuti, per evitare che il territorio diventi snodo di transito verso i Paesi in via di sviluppo, principali destinazioni dei carichi illegali.

A livello globale la JCO Demeter ha portato al sequestro di oltre 15.500 tonnellate di rifiuti, 168 tonnellate di sostanze che riducono lo strato di ozono e migliaia di apparecchiature contenenti gas refrigeranti vietati, oltre a pesticidi e mercurio. Numeri che, sottolineano gli investigatori, mostrano la dimensione transnazionale del traffico illecito ambientale.

Per l’Abruzzo, regione già impegnata sul fronte della gestione dei rifiuti e della tutela dei corridoi ecologici appenninici e costieri, l’operazione rappresenta un richiamo alla vigilanza: il contrasto ai traffici illeciti passa dalla cooperazione tra dogane, Guardia di finanza e autorità portuali, rafforzata anche dal protocollo d’intesa nazionale siglato nel maggio 2025 tra le due istituzioni.

L’obiettivo, evidenziano gli operatori, è duplice: proteggere l’ambiente e impedire che i traffici illegali distorcano il mercato del recupero e del riciclo, settore in crescita anche nel tessuto produttivo abruzzese.