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Ci siamo, ormai è questione di ore. Domani alle 18, a Palazzo De Thermes di Civitella del Tronto si terrà l’attesa inaugurazione della mostra / evento Metafisica americana, che ospita le opere di Mark e Paul Kostabi, tra i protagonisti della scena artistica internazionale. L’esposizione propone un confronto tra due ricerche che, pur nate nello stesso contesto culturale, sviluppano esiti differenti: da un lato l’universo figurativo e concettuale di Mark, dall’altro l’energia gestuale e musicale di Paul.
I due artisti saranno presenti all’inaugurazione 
Nel saggio che arricchisce il bel catalogo della mostra / eventi, la curatrice Silvia Pegoraro colloca la ricerca di Mark e Paul Kostabi all’interno del clima culturale postmoderno degli anni Ottanta, segnato da contaminazione tra linguaggi, caduta delle gerarchie artistiche e libertà espressiva. In questo contesto i due artisti emergono nella New York dell’East Village come interpreti di una cultura visiva multiforme, capace di intrecciare pittura, musica e immaginario urbano. Per Pegoraro, la loro poetica si fonda su alcune categorie chiave: metamorfosi, gioco e kitsch. Il postmoderno, con la compresenza di memoria e presente, consente agli artisti di muoversi liberamente tra citazione colta e cultura di massa, trasformando l’opera in uno spazio di attraversamento tra epoche e simboli. Nella produzione di Mark Kostabi, la curatrice individua una dimensione di ludus: costruzione figurativa, citazione ironica della storia dell’arte e scenari geometrici che dialogano con la metafisica di De Chirico e con la Pop Art. I celebri personaggi senza volto diventano così archetipi dell’uomo contemporaneo, sospeso tra anonimato sociale, consumismo e solitudine. Diversa ma complementare la posizione di Paul Kostabi, ricondotta alla sfera della paidìa, ovvero dell’impulso creativo libero e improvvisativo. La sua pittura, energica e gestuale, nascedall’esperienza musicale e dalla cultura della Street Art, traducendo sulla tela ritmo, movimento e spontaneità. Secondo Pegoraro è proprio il dialogo tra queste due polarità — costruzione e impulso, figura e deformazione, memoria e contemporaneità — a generare la forza della loro arte. Il “gioco”, categoria centrale della loro ricerca, destabilizza ogni definizione e consente all’opera di rinnovarsi continuamente, mantenendo intatta vitalità e capacità comunicativa. La curatrice della mostra individua, inoltre, nel kitsch una componente consapevole del loro linguaggio: non semplice estetica decorativa, ma strumento ironico che mette in discussione il confine tra cultura alta e cultura di massa. In questa prospettiva la citazione del passato, lungi dall’essere nostalgica, diventa materiale vivo per una figurazione postmoderna, dove museo e quotidiano si fondono. Ne emerge l’immagine di due artisti diversi ma interdipendenti, la cui “metafisica americana” nasce dall’incontro tra ordine e improvvisazione, pensiero e gesto, in una continua metamorfosi del linguaggio figurativo contemporaneo. Con questa esposizione Civitella del Tronto inaugura una stagione culturale di respiro internazionale, affidando ai fratelli Kostabi il racconto di una “metafisica americana” in cui passato e presente convivono in un’unica dimensione immaginativa.