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luca-telese.jpgNon funziona la “cura Telese”. A quindici mesi dal suo insediamento, il neodirettore venuto dalla Capitale non avrebbe dato al Centro la scossa augurata, visto che, nei fatti, quella che doveva essere un’operazione di rilancio della testata non sembra aver prodotto i risultati sperati. Lo dicono i numeri, o meglio i dati dell’Ads, Accertamenti Diffusione Stampa, la società che ha per oggetto la certificazione e divulgazione dei dati relativi alla tiratura ed alla diffusione della stampa quotidiana e periodica di qualunque specie pubblicata in Italia. Si tratta di un riferimento importante, per il settore, perché “rappresenta le diverse componenti editoriali e pubblicitarie interessate a proporre dati di diffusione della stampa pubblicata in Italia e, soprattutto, promuove la più ampia diffusione dei dati dichiarati dagli editori e relative certificazioni”. 

Ecco, secondo ADS, che cita i dati che vengono comunicati dagli editori, nell’ultimo mese senza Telese, ovvero settembre 2024 (il nuovo direttore si è insediato il primo ottobre) il Centro aveva una tiratura di 9028 copie, e una vendita complessiva, tra edicole e digitale, di 6643 copie (con 5587 copie vendute in edicola).

Un anno dopo, a settembre 2025. la tiratura era scesa a 8413 copie, e la vendita complessiva, tra edicole e digitale, è a quota 6546 copie di cui 5473 in edicola. 

Dopo 15 mesi di cura Telese, invece, a dicembre del 2025 (ultimo dato Ads disponibile) la tiratura è scesa ancora, fino a 7801 copie, e la vendita complessiva, tra edicole e digitale, è a quota 6363 copie di cui 5293 in edicola. 

Dati che, affidati alla sola valutazione numerica, non sono il ritratto di una catastrofe, anche se raccontano di una flessione del 4%, ma assumono una valenza del tutto diversa in considerazione del fatto che con l’arrivo di Telese ci si aspettava un rilancio e una crescita.
È vero, tutta la stampa cartacea soffre, le edicole scompaiono, i lettori diminuiscono, ma l’operazione Telese era stata pensata dalla società editrice proprio per cercare di invertire la tendenza e riaffermare il ruolo del quotidiano come giornale di riferimento in Abruzzo. Per ora, non sembra andata così, nell’attirare lettori non sembrano aver funzionato i “disegnini” che il quotidiano usa per le rappresentazioni grafiche, né le paginate di articoli lunghissimi, un po’ old style, che contrastano con la disaffezione alla lettura figlia delle limitate dimensioni dei post social. E neanche le "feste editoriali" organizzate sul territorio avrebbero portato grandi benefici, facendo soprattutto la gioia dei nostri Sindaci sempre pronti a salire su un palco e, storicamente, sempre ben disposti con chi viene da fuori regione, figuriamoci poi se è un volto noto della tv, col quale farsi un selfie.
Apprezzato, invece, il restyling della testata, colorata coi colori d’Abruzzo.
Se Sparta piange, Atene non ride, se le edicole non sembrano portare gioia, anche il clima in redazione non sembra idilliaco, vista la frattura che si sarebbe creata tra una parte del “vecchio” corpo redazionale e alcuni nuovi innesti, voluti dal direttore. Situazione che avrebbe motivato qualche uscita senza rimpianti e qualche imprevedibile lettera di dimissioni.