C’era una volta una parrocchia. Potrebbe cominciare così il racconto di chi, da anni, frequenta — o frequentava — la parrocchia di San Gabriele a Colleparco. Una comunità religiosa che, secondo alcuni parrocchiani, che hanno scritto a Certastampa, negli ultimi sette anni avrebbe progressivamente perso partecipazione e coinvolgimento. Il cambiamento coinciderebbe con l’arrivo dell’attuale parroco. Alcuni fedeli parlano apertamente di uno scarso feeling con il sacerdote e di una gestione percepita come fortemente accentrata. A differenza di altre realtà parrocchiali, fanno notare, non è presente un diacono stabile che affianchi il parroco nelle celebrazioni e nelle attività pastorali. A creare malcontento sarebbero soprattutto i contenuti delle omelie, giudicate spesso troppo critiche nei confronti proprio della comunità locale. «Ci sentiamo sotto accusa, anche magari per un pellegrinaggio a Medjugorje». Atteggiamenti, quelli del parroco, che, sempre secondo i fedeli critici, avrebbero contribuito ad allontanare una parte della comunità, oggi orientata a partecipare alla Messa in altre chiese della città. C’è poi una questione simbolica che tocca l’identità stessa della parrocchia: la statua di San Gabriele, a cui la chiesa è dedicata, non sarebbe attualmente collocata nella cappella principale. E sarebbero ormai lontani, ricordano con amarezza alcuni parrocchiani, i tempi in cui la festa del santo patrono veniva celebrata con particolare solennità e partecipazione. Da qui la domanda, che circola tra i fedeli più critici: la diocesi è a conoscenza della situazione?
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