Notte di terrore negli Emirati Arabi Uniti. L’aeroporto internazionale di Dubai è stato colpito da un attacco con droni attribuito all’Iran, che ha provocato scene di panico tra i passeggeri in fuga e diversi feriti. A raccontare quanto accaduto è la rosetana Jasmine Carrera, presente sul posto durante le ore dell’offensiva e bloccata in albergo. «È successo tutto in pochi minuti — riferisce — abbiamo sentito esplosioni secche, poi l’allarme e la gente che correva verso le uscite. C’erano famiglie con bambini, persone in lacrime, molti non capivano cosa stesse accadendo». Secondo la testimonianza, alcuni vetri dell’area partenze sono andati in frantumi per l’onda d’urto, mentre il personale di sicurezza cercava di indirizzare i viaggiatori verso zone riparate. Le autorità emiratine hanno confermato che lo scalo è stato bersaglio di droni armati durante la notte. I sistemi di difesa aerea ne avrebbero intercettati alcuni, ma almeno un velivolo senza pilota è riuscito a raggiungere l’area aeroportuale, causando danni a infrastrutture e il ferimento di più persone. Non si segnalano, al momento, vittime. L’attacco rientra nella rappresaglia annunciata da Teheran dopo i recenti raid condotti da Israele e Stati Uniti contro obiettivi iraniani nella regione, operazioni che — secondo fonti iraniane — avrebbero portato alla morte della Guida suprema Ali Khamenei. La notizia non è stata confermata ufficialmente da Teheran, ma nelle ultime ore l’escalation militare in Medio Oriente ha registrato un brusco peggioramento. Lo scalo di Dubai, uno dei più trafficati al mondo, è rimasto temporaneamente chiuso per motivi di sicurezza e numerosi voli sono stati dirottati. Le autorità hanno avviato indagini per ricostruire la dinamica dell’attacco e valutare l’entità dei danni. «La paura più grande — conclude Carrera — era non sapere se ci sarebbero state altre esplosioni. La gente correva senza valigie, lasciando tutto. Non avevo mai visto una scena simile».

