Non solo Colleparco. Anche Giulianova ha il suo parroco "allontana fedeli". Ho letto lo scambio di opinioni sulla parrocchia di San Gabriele di Colleparco, popoloso quartiere di Teramo, e vi ho riconosciuto situazioni analoghe che caratterizzano il comportamento di molti parroci e religiosi, spesso anche giovani.
Papa Francesco, rivolgendosi ai parroci
li esortava ad essere "missionari di sinodalità", valorizzando i carismi dei laici, praticando il discernimento comunitario e promuovendo la fraternità sacerdotale. In una lettera del maggio 2024, invitava i sacerdoti e religiosi a non essere clericali, ma padri autentici che servono il Popolo di Dio, perdonando sempre in confessionale.
I punti chiave del magistero di Papa Francesco ai parroci erano
Valorizzare i Laici: Superare il clericalismo, incoraggiando i laici a condividere la missione parrocchiale e riducendo la solitudine del parroco.
Sinodalità e Ascolto: Praticare il discernimento comunitario attraverso la "conversazione nello Spirito" e costruire parrocchie sinodali, non di "potere".
Fraternità tra Sacerdoti: Promuovere la condivisione tra confratelli e con i propri vescovi, evitando l'isolamento.
Paternità e Misericordia: Essere guide pastorali che perdonano sempre, portando la "carezza della Misericordia" e senza torturare i penitenti.
Missionari nel quotidiano: Accompagnare la vita della comunità, specialmente nelle difficoltà, vivendo il ministero come servizio e non per successo personale.
Essere sacerdote o religioso, essere parroco, non è per tutti; non è un lavoro ma un Carisma. Certo i parrocchiani devono fare la loro parte, ma il parroco non è un "capo", ma è colui che crea la comunità e la tiene insieme, nella verità e nella carità. Se la comunità è divisa e, peggio ancora, se il parroco è divisivo, occorre farsi delle domande. con umiltà, fede ed apertura mentale. Occorre mettere Dio al posto di "io" perché il sacerdote è uno strumento, e deve esserne consapevole.
(lettera firmata)

