
Con la scusa di accarezzare il cagnolino che aveva sulle gambe, l’aveva toccata nelle parti intime. È stato condannato in primo grado a tre anni di reclusione un uomo di 50 anni, originario del Teramano, riconosciuto responsabile di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazzina di 13 anni. Secondo la ricostruzione emersa in aula, raccontata dal Messaggero, l’uomo era una persona conosciuta dalla famiglia. Quel giorno si sarebbe presentato a casa con il pretesto di riportare il cagnolino della ragazza. La madre aveva lasciato la porta dell’abitazione aperta proprio per consentirgli di entrare e riconsegnare l’animale. L’uomo, però, sarebbe arrivato fino alla cameretta della tredicenne. È in quella stanza che, secondo l’accusa, si sarebbe verificato l’episodio contestato. La giovane teneva il cane sulle gambe mentre il cinquantenne lo accarezzava e, approfittando della situazione, l’avrebbe toccata nelle parti intime. Proprio questo gesto ha portato all’imputazione per violenza sessuale aggravata, aggravata dal fatto che la presunta vittima aveva meno di quattordici anni.
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