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L'Oxfam Internationa nel suo recente rapporto (“Resisting the Rule of the Rich: Protecting Freedom from Billionaire Power”) mette a nudo la violenza economica propria della nostra contemporaneità: l'1% più ricco del pianeta brucia il budget annuale di carbonio, a disposizione dell’intera popolazione mondiale, nei primi dieci giorni dell'anno. Nel battito di ciglia di appena dieci giorni, l'1% della popolazione mondiale esaurisce così l'intero patrimonio disponibile, su base annuale, per poter letteralmente respirare sul nostro pianeta, senza andare in deficit ecologico, e ciò a discapito del 99% della popolazione mondiale e soprattutto in danno dei “residui” 355 giorni.
Il debito così contratto si trasforma in “scarto sociale”, “scarto economico”, “scarto ambientale”, rappresentando una vera e propria ipoteca sul futuro in danno dei “polmoni della terra” e della capacità di respiro della “residua” Umanità. 
Perché accade ciò? Accade ciò in quanto 
trentamila miliardari, nuotando letteralmente nei loro diciotto trilioni e trecento miliardi di dollari, impiegano “l'attimo fuggente” in questione per depredare egoticamente il capitale mondiale proprio della Terra per l’intero anno.
È un “furto del futuro” in danno dei nostri figli e soprattutto del Creato.
In verità l’attuale processo di 
concentrazione della ricchezza non aveva mai trovato alcuna progressione accentratrice così forte creando un modello antropologico basato su di una prospettiva infinita di accumulo “costi quel che costi”. Nessun dato valoriale regge rispetto alla bramosia dell'accumulo seriale monetario/finanziario ad opera di una “parte” più ricca del pianeta. Un avere che assorbe l'essere e diventa modello dell'uomo nuovo. Oggi i miliardari hanno quattro mila probabilità in più di occupare responsabilità politiche rispetto al comune cittadino. La quasi totalità delle principali corporate mondiali è nelle loro mani. Nell'abbacinante luccichio del proprio oro, la nuova “classe dirigente” non vede gli oltre un milione di morti previsti entro questo secolo a causa delle ondate di calore, non sente sulla propria pelle i quasi cinquanta trilioni di dollari di danni economici arrecati ai paesi più poveri, nei prossimi venticinque anni, per i cambiamenti climatici, non ha coscienza alcuna per comprendere la follia economica dei propri atti normativi (a titolo esemplificativo “One Big Beautiful Bill Act” con il quale il miliardario Trump ha inteso disporre la più ampia redistribuzione della ricchezza interna in favore dei più ricchi), non hanno cuore per percepire come oltre la metà della popolazione mondiale viva oggi in povertà e come oltre il 30% della stessa non disponga regolarmente di cibo e di acqua. Non si tratta più di criticare questa o quella aggressione belligerante unilaterale ovvero coloniale e di ritorno alla “politica delle cannoniere”, si tratta solo di comprendere fino in fondo il nichilismo dell'attuale deriva valoriale di una Umanità priva di minima conoscenza di se stessa.
L'avere assorbe, come in un buco nero infinito, l'essere e lo depriva degli stessi modelli naturali ovvero di ispirazione sovrannaturale che per millenni ci hanno guidato.
Dio è morto, l'uomo speriamo 
non ancora.
DOLORES IBARRURI