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Conferenza_stampa_rider_1_20260313_141853.webpSolo grazie all’inchiesta della Procura di Milano si è fatta luce su una realtà che finora veniva denunciata esclusivamente dalla Cgil, nel silenzio della politica e del Parlamento”. È quanto afferma la Cgil Abruzzo Molise, commentando il controllo giudiziario disposto nei confronti delle piattaforme Deliveroo e Glovo e annunciando la partecipazione alla giornata nazionale di mobilitazione dei rider prevista per domani. Secondo il sindacato, quanto emerso dalle indagini confermerebbe ciò che da tempo viene denunciato: quello dei rider non sarebbe un lavoro realmente autonomo, ma un sistema che scarica sui lavoratori gran parte dei rischi dell’attività, con paghe basse, compensi a cottimo e diritti fondamentali spesso negati. “Anche in Abruzzo – sottolinea la Cgil – centinaia di lavoratrici e lavoratori ogni giorno effettuano consegne nelle città senza adeguate tutele e sotto il controllo degli algoritmi delle piattaforme digitali”. Per questo motivo il sindacato ha organizzato due appuntamenti sul territorio regionale, insieme alle categorie direttamente coinvolte Nidil, Filt e Filcams. Il primo si terrà a Roseto degli Abruzzi, alle 10.30, nella sede della Cgil, con un’assemblea pubblica dedicata alle condizioni di lavoro dei ciclofattorini e alle rivendicazioni sindacali. Nel pomeriggio, alle 16.00 a Pescara, è in programma un’assemblea dei rider aperta a tutte e tutti presso il Circolo Cfu in via dei Peligni 89, momento di confronto sul futuro del lavoro nel settore del delivery. “L’obiettivo della mobilitazione – spiega il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise Carmine Ranieri – è aprire un confronto concreto con i lavoratori e rilanciare le rivendicazioni che il sindacato porta avanti da tempo. Chiediamo l’aumento immediato delle paghe attraverso l’applicazione del Contratto nazionale Merci e Logistica e il riconoscimento dei diritti fondamentali: ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti”. Tra le richieste della Cgil anche tredicesima, quattordicesima, Tfr e maggiori garanzie su salute e sicurezza. “Il modello attuale basato sul lavoro autonomo e sul cottimo – aggiunge Ranieri – non è più sostenibile e crea forti disparità tra lavoratori che svolgono la stessa attività”.

Secondo il sindacato, la mobilitazione del 14 marzo vuole trasformare gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria in un cambiamento concreto nel settore del delivery. “Non è accettabile – conclude Ranieri – che dietro la digitalizzazione e l’uso degli algoritmi si nasconda un sistema che riduce diritti e salari. I rider sono lavoratori a tutti gli effetti e devono poter contare su salario dignitoso, stabilità occupazionale, sicurezza e tutele”.