Oltre tre milioni di euro di condanne per danno erariale e più di venti milioni contestati dalla procura contabile. È il bilancio dell’attività della Corte dei conti in Abruzzo illustrato all’Aquila durante l’apertura dell’anno giudiziario 2026, occasione in cui sono stati presentati i dati relativi all’attività svolta nel 2025. Secondo quanto riferito dal presidente della sezione giurisdizionale per l’Abruzzo, Bruno Tridico, nel corso dell’ultimo anno i giudici contabili hanno pronunciato condanne complessive per circa 3,1 milioni di euro nei confronti di 54 persone. In totale sono stati definiti 346 procedimenti. Tra le vicende più significative esaminate figurano casi di utilizzo irregolare di fondi pubblici. In particolare sono stati affrontati episodi legati alla distrazione di risorse destinate al microcredito per le popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila del 2009, all’impiego improprio di finanziamenti previsti per il contrasto all’usura e a un caso di iperprescrizione di farmaci oppioidi da parte di un medico convenzionato con una Asl, che ha contribuito ad aumentare la spesa sanitaria. Altri procedimenti hanno riguardato irregolarità amministrative nel settore scolastico con conseguenti costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione. L’attività della procura regionale della Corte dei conti, guidata dal procuratore facente funzioni Marco Di Marco, ha portato alla contestazione di danni erariali per oltre 20,6 milioni di euro. Nel corso del 2025 sono state aperte 545 nuove indagini, mentre i procedimenti pendenti hanno superato quota 3.800. La maggior parte delle istruttorie ha interessato gli enti locali: più della metà dei casi ha coinvolto i Comuni, seguiti da amministrazioni statali, aziende sanitarie, Regione e Province. Le indagini hanno riguardato ambiti molto diversi della gestione pubblica, dalle anomalie nei contributi agricoli europei alla gestione delle società partecipate, fino alle responsabilità amministrative legate al settore sanitario. In esecuzione delle sentenze definitive sono stati recuperati circa 822 mila euro, ai quali si aggiungono ulteriori somme versate a seguito di riti abbreviati o dopo la notifica degli atti di citazione. Nel corso della relazione è stato fatto anche il punto sui conti della Regione Abruzzo. La sezione di controllo della Corte dei conti, presieduta da Ugo Montella, ha segnalato alcune criticità emerse nel giudizio di parificazione del rendiconto regionale, tra cui l’aumento del disavanzo disponibile passato da circa 72 milioni a oltre 93 milioni di euro. Particolare attenzione è stata riservata al sistema sanitario regionale, dove è stato evidenziato un disavanzo superiore ai 103 milioni di euro. Tra i principali elementi di criticità segnalati figurano i tempi di pagamento, l’andamento della spesa farmaceutica e la gestione dei residui contabili. Nonostante le difficoltà organizzative, legate anche alla carenza di personale amministrativo e a periodi di organico ridotto, gli uffici abruzzesi della Corte dei conti hanno comunque mantenuto livelli di produttività ritenuti soddisfacenti. Nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è stato inoltre affrontato il tema della riforma della responsabilità amministrativa. La nuova disciplina prevede che nei casi di colpa grave il risarcimento non possa superare il 30% del danno accertato. Una scelta che, secondo quanto evidenziato nella relazione, potrebbe avere conseguenze rilevanti: la parte restante del danno rischierebbe infatti di rimanere a carico della collettività oppure di costringere le amministrazioni ad avviare ulteriori azioni civili per recuperare le somme non coperte dalle condanne contabili. Nel documento viene inoltre sottolineato che non esistono evidenze statistiche in grado di dimostrare che la cosiddetta “paura della firma”, spesso indicata come causa delle inefficienze della pubblica amministrazione, sia realmente alla base dei problemi gestionali. Un aspetto che, secondo i magistrati contabili, meriterebbe ulteriori approfondimenti prima di interventi normativi di tale portata.

